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Farmacie al palo per le vaccinazioni a Livorno. Ma Farneti è già pronto: «Ecco come funzionerà»

Federico Lazzotti
Farmacie al palo per le vaccinazioni a Livorno. Ma Farneti è già pronto: «Ecco come funzionerà»

Il direttore dopo l’arrivo di dieci dosi Johnson and Johnson: «Abbiamo già otto prenotazioni, è una svolta epocale per tutto il settore»

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LIVORNO. Il futuro arriva alla farmacia Farneti a mezzogiorno. È in una scatola bianca che esce da un frigorifero portatile. Dentro ci sono due flaconi di vaccino Johnson and Johnson. Cinque per ognuna. Dieci in tutto. «Questo – spiega Francesco Farneti, direttore dell’omonima struttura sul viale Carducci – è un passo importantissimo non solo contro il coronavirus. Perché trasforma la farmacia in un presidio sanitario». Per arrivare nel futuro per primi a Livorno i farmacisti hanno seguito un corso online organizzato dall’istituto superiore di sanità, sottoscritto il protocollo di Federfarma e preparato la struttura per la vaccinazione.

Tutto pronto per la prima somministrazione?

«Oggi chiameremo le persone che si sono prenotate per fissare l’appuntamento. L’idea è fare il servizio domani all’ora di pranzo, tra le 13 e le 15».

Farete tutte e dieci le vaccinazioni in un’unica giornata?

«Abbiamo otto prenotazioni. Ogni fiala contiene cinque dosi. E quando viene aperta vanno fatte tutte altrimenti le altre si devono buttare. Ecco perché faremo le prime cinque e poi aspetteremo le ultime due adesioni».

Rispetto alle altre farmacie arriverete per primi. È così difficile rispettare il protocollo?

«Sinceramene non è stato difficile. E mi sorprende che gli altri colleghi non siano ancora pronti. Poi ognuno ha i propri tempi ovviamente. Ma da parte nostra non abbiamo fatto cose particolari. Solo seguito il percorso di Federfama. Forse lo abbiamo fatto più veloce degli altri».

Ci spiega che percorso avete fatto per avere l’ok alla vaccinazione in farmacia?

«Abbiamo fatto il corso online organizzato dall’istituto superiore della sanità. Al termine ti viene data la qualifica di farmacista vaccinatore. In ogni caso alla prima somministrazioni ci affiancherà un medico di famiglia. Insomma non lo farò da solo pensando anche alla sicurezza del paziente».

La fascia di età a cui sono destinate le dosi che avete sono va dai 60 e i 79 anni. Che dovrebbero aver avuto già la prima dose.

«Infatti tanta gente ha chiamato pensando di poter fare il richiamo. Gli abbiamo risposto che chi ha già iniziato un percorso deve finirlo in base alle indicazioni dell’Asl».

Anche perché Johnson and Johnson è una dose unica

«Esatto. Evidentemente chi si è rivolto a noi sono soggetti rimasti fuori. Impossibilitati o con alcune patologia».

Quindi questo è solo un primo passo?

«Certo. Il secondo passo sarà quello di vaccinare persone di età inferiori con altri vaccini. Per adesso accontentiamoci di essere partiti. In questo modo la farmacia si trasforma in presidio sanitario per fare i vaccini. È una svolta epocale, un riconoscimento di importanza assoluta, soprattutto per il futuro».

Il corso che ha svolto in cosa è consistito?

«Dura alcune ore attraverso diversi passaggi: come conservare il vaccino, preparare una dose, gli effetti collaterali. Insomma tutto quello che riguarda la somministrazione sia prima che dopo».

Parlava di come cambia adesso l’immagine della farmacia.

«Cambia la prospettiva. La farmacia dispensa servizi e non solo farmaci. Così fa di più per i cittadini e si alleggerisce la sanità pubblica. Perché il pubblico ha bisogno della snellezza del privato e il privato della forza del pubblico. È questo il futuro della sanità che abbateerà costi e tempi».

I costi per effettuare la vaccinazione?

«Siamo in una fase embrionale, i costi della farmacia sono quelli di organizzare l’ambiente per la somministrazione e lo smaltimento di dosi e strumenti. Ma abbiamo un piccolo rimborso per questo. In ogni caso il beneficio anche a livello di immagine è talmente alto che non importa il guadagno. E poi è un servizio che semplifica la vita del cittadino».

Il consiglio ai colleghi?

«Guardare avanti, alla farmacia del futuro senza farsi fermare dalle difficoltà iniziali. Perché le cose nuove portano benefici, sono opportunità che vanno colte». —

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