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Livorno

Addio Sergio Tascini, simbolo di Capraia: «Babbo per sempre nella sua isola»

Federico Lazzotti
Addio Sergio Tascini, simbolo di Capraia: «Babbo per sempre nella sua isola»

Si è spento a 71 anni dopo una lunga malattia. Lascia la moglie, cinque figli e tanti amici, tra cui l'ex tecnico della nazionale italiana Marcello Lippi

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CAPRAIA ISOLA. Una Porsche Carrera bianca esce dalla pancia del traghetto appena il portellone si abbassa per attraccare al porto di Capraia. Sgassa rumorosa e sale veloce lungo la strada che porta al paese. Sergio è al volante, sorride guascone, Lorenzo e Piersergio, i figli maschi più grandi, sono seduti accanto a lui. Come in un gioco. Come in una bella avventura. In tanti martedì 22 giugno hanno rivisto quella scena di molti anni fa mentre accompagnavano “Il Tascini” – così lo chiamavano – nel suo ultimo viaggio. Attraverso i luoghi del cuore: il rimessaggio delle barche dove ha smontato e rimontato decine di motori, la centrale dell’Enel dove ha lavorato per anni, la casa di famiglia, appoggiata al faro, dove ha vissuto con la moglie Grazia e i cinque figli: oltre a Lore e Pierse, Silvia e i gemelli Luca e Marco. Che gli hanno dato otto nipoti. E poi la piazza del paese e la strada vecchia che percorreva con i cani per andare a caccia. Fino a raggiungere la piana di San Rocco, dove ha chiesto che le sue ceneri fossero disperse tra il mirto e il mare. «Ti abbiamo riportato a casa – scrive Lorenzo – sulla tua isola, nel tuo mare, così come ci hai chiesto. E abbiamo cercato di farla sembrare un festa, e non un addio». Come piaceva a Sergio, scomparso a 71 anni stroncato da una malattia.

Incline alla risata, alla battuta, alla baldoria con gli amici, alle zingarate in mare. Era così che aveva conquistato anche la stima e l’amicizia di Marcello Lippi, l’ex tecnico della nazionale a cui aveva fatto scoprire Capraia e con cui condivideva – da giovane aveva giocato come portiere nelle giovanili della Fiorentina – la passione per il calcio. «Non ti ho mai chiamato babbo o papà – continua Lorenzo – per me sei Sergio e così ti ho sempre chiamato perché sei più di un padre, di un amico di un compagno di vita. Ci siamo amati, ci siamo odiati e ci siamo amati nuovamente. Ora quel malaccio maledetto ti ha portato via da questo mondo ma non ti potrà mai portare via da me. Ti lascio andare lassù dai tuoi amici Gigi, Tano, Enzo a fare una bella partita a carte, una bella girata a caccia e ti saluto come mi hai sempre salutato te: “Ciao topo”».

Non solo la comunità di Capraia si è stretta attorno alla famiglia Tascini. Ma anche la politica. Sergio era un militante della Lega per cui si era candidato a sindaco. «Vogliamo ricordare quando, negli anni Novanta – scrivono dalla segreteria provinciale – diede luogo a un’azione provocatoria per chiedere il passaggio di Capraia alla Francia, protestando per la trascuratezza rivolta dallo Stato italiano alle le isole minori come questa. Il suo ultimo incarico in Lega è stato quello di coordinatore della sezione comunale di Piombino. Fino a quando la salute glielo ha permesso, Sergio ha portato avanti con grande determinazione questo compito. È stato un piacere e un onore averlo avuto vicino, perché la sua persona non conosceva il rancore e i risentimenti, ma aveva altresì grande decisione nell’affrontare le difficoltà che la politica a volte riserva». —

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