Il Tirreno

Livorno

Prof del liceo Enriques contro la terza sede: «L’ipotesi di Shangai è inaccettabile»

Fran cesca Suggi
Prof del liceo Enriques contro la terza sede: «L’ipotesi di Shangai è inaccettabile»

Ben 103 docenti di Livorno sottoscrivono un appello alla Provincia «Spazi più vicini, o una succursale più grande del Goldoni»

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LIVORNO. Aule insufficienti e mancanza di soluzioni ufficiali: è la totale situazione di incertezza sul futuro di 1600 liceali a fare da detonatore. E a far scoppiare un’agitazione che si tocca con mano tra docenti, genitori, studenti, rsu e rappresentante della sicurezza del Enriques.

Una mobilitazione che ha la forma di un appello sottoscritto da quasi la totalità dei docenti (sono 103 i firmatari su 120) e indirizzato alla Provincia. Perché a giugno inoltrato la scuola non sa sotto quali tetti studieranno i ragazzi da settembre. Accanto alla sede e alla succursale di via Goldoni trova sempre più conferma l’ipotesi di un terzo spazio, quello in via Filzi, a Shangai, che la Provincia ha preso in affitto per sei anni. L’ipotesi, anticipata dal Tirreno, fa tremare quel liceo che nei mesi scorsi ha fatto richiesta a Palazzo Granducale di 13 aule in più.

«Per i docenti del liceo Enriques è indispensabile che la Provincia renda noto per il prossimo anno scolastico il piano di collocazione delle classi che non possono trovare sistemazione nella sede di via della Bassata e nella succursale di via Goldoni», scrivono gli insegnanti nel loro appello inviato per conoscenza anche a prefetto, sindaco, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale e e al direttore generale dell’Usr per la Toscana. «Da tempo il liceo Enriques subisce soluzioni logistiche provvisorie, inadeguate, penalizzanti, pur mantenendo un'offerta formativa rivolta a circa 1600 studenti - scrivono - Alla richiesta di ulteriori spazi necessari per il prossimo anno avanzata dalla dirigente, ancora non sono giunte risposte ufficiali. L'ipotesi che alcune classi possano essere collocate negli spazi commerciali di via Filzi è assolutamente inaccettabile, in quanto si tratterebbe di una terza sede, assai lontana dalle altre due, già distanti fra loro, collocata nella zona nord, lontanissima dalle direttrici dei pendolari che provengono essenzialmente dalla zona sud della. Un'ipotesi che avrebbe ricadute negative sugli aspetti organizzativi e didattici e come tale da respingere, qualora venisse ufficialmente avanzata».

All’orizzonte si ipotizza un liceo con una sede e due succursali: una in centro, in via Goldoni (qui mancano aule di grandi dimensioni) e una a Shangai, in via Filzi. Si disegnerebbe un’organizzazione didattica di rotazione di classi in questi tre spazi, con l’obbligo di concentrare le ore di laboratorio e di ginnastica in sede. L’orario? Un rompicapo anche per chi sarà chiamato a farlo.

«La nostra scuola ha un problema di spazi ormai annoso, per il quale ancora non si è provveduto ad una sistemazione adeguata. Negativa l'ipotesi di ammassare le classi esistenti negli spazi di via della Bassata e via Goldoni senza prevedere spazi aggiuntivi, contando sul sistema delle rotazioni, che crea notevoli disagi e che sarebbe inconciliabile con le esigenze di sicurezza che la situazione legata al covid imporrà anche nel prossimo anno scolastico. È impensabile che si cerchi di scaricare sulla scuola la ricerca di soluzioni che non possono che essere inadeguate». I docenti chiedono che la Provincia proceda con celerità e trasparenza nelle operazioni di sua competenza e si adoperi per le uniche soluzioni praticabili, ricercando spazi in prossimità della sede di via della Bassata (massimo tre plessi di cui almeno due vicini) o individuando una succursale con spazi più adeguati di via Goldoni, che consenta di operare su due plessi.

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