Gioco
Da attrazione a simbolo di libertà: addio allo scimpanzè Bingo, star del Parterre di Livorno
L'animale più conosciuto in città è morto nella struttura spagnola che lo ospitava. Era arrivato al parco Pertini dal circo. È rimasto fino al 2004
LIVORNO. Girava il tè con il cucchiaino. A quei tempi faceva tendenza. E qualcuno forse se lo ricorderà ancora mentre, intento a scartare le caramelle, intratteneva bambini dallo sguardo stupito. Poi, a un certo punto della sua storia, lo scimpanzé Bingo è diventato il simbolo di una liberazione declinata alla livornese.
Fuori gli animali dagli zoo. Fuori gli animali dal Parterre. A dire il vero la sua corsa per la libertà è stata più travagliata di quella dei compagni di gabbia. Ma alla fine ce l’ha fatta: è volato in Olanda e, da qui, in Spagna, dove è morto, come spiega Elena Meniconi dell’associazione animalista livornese, che ha preso a cuore la storia di Bingo fin dall’inizio, tanto da farne un libro. «Amando la nostra città e sperando che il cuore dei livornesi li porti sempre dalla parte giusta della storia, il fatto che Livorno sia riuscita a ridare la libertà e la dignità a un essere vivente mi solleva in parte dalla tristezza della sua morte».
Bingo veniva dal circo. Poi era finito in una delle gabbie del Parterre. All’epoca parco Pertini era ancora uno zoo e il nostro scimpanzé era diventato “un personaggio”. Riusciva a togliersi e rimettersi la maglietta a righe, girava il tè con il cucchiaino, scartava le caramelle e faceva divertire i bambini. Poi, negli anni Novanta, il Parterre fu dismesso, le gabbie furono aperte e gli animali vennero trasferiti altrove. Tutti tranne Bingo, che rimase rinchiuso nella sua piccola gabbia fino al 2004, quando qualcuno si accorse di lui, si indignò e si rivolse all’associazione animalista.
«Quando finalmente si è deciso di chiudere il Parterre - scrive Elena Meniconi in una lettera - tutti gli animali sono stati trasferiti altrove, fuorché Bingo, rimasto solo nella sua spoglia gabbia con le giornate che trascorrevano tutte uguali. L’associazione animalista livornese riuscì ad ottenere per Bingo il trasferimento in un centro di riabilitazione per primati in Olanda». Ed esattamente al "centro recupero primati" di Almere, dove si era fatto ben volere, tanto che era stato soprannominato "professore in socializzazione". Perché aiutava i suoi simili a inserirsi nel gruppo.
«In quegli anni è nata una grande amicizia con Antoine, uno scimpanzé che era stato trovato legato ad una catena dentro una cantina buia che ha trovato in Bingo un aiuto indispensabile per superare i momenti di terrore che aveva provato. Poi Bingo è stato spostato in Spagna, in una struttura ancora più grande e caratterizzata da un clima più adatto per una vita in semilibertà». Ed è lì che è morto. Forse nessuno sa con esattezza quanti anni avesse Bingo. Sicuramente più di 50, probabilmente anche più di 60. Quasi certamente era rimasto uno degli ultimi ex “ospiti” del Parterre rimasti in vita. —
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