Gioco
Il miracolo dell’ex silos Da monumento all’incuria a nuovo spazio culturale
Il taglio del nastro con il presidente della Regione Eugenio Giani insieme alle istituzioni locali: anche stamani porte aperte ai visitatori
l’inaugurazione
L’ex silos granario era un ingombrante catafalco simbolo di degrado e incuria proprio nel cuore del porto: per più di trent’anni è rimasto nell’abbandono. Finché la società pubblica Porto Immobiliare non ha preso di petto il problema: metà è uno sgorbio di parallelepipedo anni ’60, ma la parte anni ’20 è una meraviglia. Soprattutto adesso che gli esterni sono stati consolidati e ritinteggiati.
Anche stamani (alle 10, alle 11 e alle 12) sono previste le visite ad opera delle Guide Labroniche, dopo la folla di ieri e dopo che venerdì erano state le istituzioni a tagliare il nastro. Per avere un’idea dell’importanza della cosa, basti dire che al taglio del nastro erano presenti il presidente della Regione Eugenio Giani, insieme al sindaco Luca Salvetti (con l’assessora Barbara Bonciani), al vicepresidente della Provincia Pietro Caruso e al presidente dell’Authority Luciano Guerrieri (con il segretario generale Massimo Provinciali), oltre al numero uno della Camera di Commercio Riccardo Breda e a esponenti politici come il parlamentare M5s Francesco Berti e il consigliere regionale Francesco Gazzetti. A far gli onori di casa l’amministratore unico della Porto Immobiliare, Lorenzo Riposati (che, inutile dirlo, ha incassato il plauso per esser riuscito nel miracolo di recuperare parte dell’edificio), e nelle vesti di moderatrice la storica Olimpia Vaccari, curatrice di un bel volume sul silos insieme all’ingegner Andrea Cecconi. Sono stati poi l’architetto Riccardo Ciorli e gli operatori culturali Fabrizio Ottone e Francesca Sorrentino (Guide Labroniche) a permettere di scoprire passo dopo passo questo gigante di cemento armato alto più di 40 metri.
Giani insiste sulla figura di Bernardo Buontalenti (e sull’anniversario n. 490 della sua nascita): occhi puntati sulla Livorno che «riscopre sé stessa e le prospettive per costruire il futuro» guardando ai propri beni culturali: il riferimento è esplicito al sistema delle Fortezze ma anche alle terme del Corallo coinvolte nel progetto “Uffizi diffusi”.
Il sindaco ricorda l’attenzione che al silos dedicarono anni fa gli studenti di vari atenei europei per immaginare progetti di recupero. «È un percorso di attenzione che abbiamo proseguito anche col maxi-manifesto della mostra di Modì». Poi l’invito: «Cara Livorno mia, devi essere ambiziosa».
Per il presidente Guerrieri ora c’è da fissare lo sguardo sulla Fortezza: «È un bene di grande fascino identitario: va messo in relazione a tutto quel che ha intorno. Ben venga la possibilità di utilizzare questi spazi come luoghi di spettacolo: è quanto per l’ex silos annuncia Riposati, segnalando che per Effetto Venezia e dintorni ci saranno due settimane di iniziative a cura del Nuovo Teatro delle Commedie. La storica Vaccari mette in evidenza che quello di Livorno, «insieme a edifici similari a Genova, Napoli e Civitavecchia», è un esempio di grande archeologia industriale. Breda, a nome dell’ente camerale, ribadisce che «Livorno ha tante bellezze da valorizzare e questo è un primo passo». Caruso segnala che l’ex silos è «diventato un biglietto da visita per la città e la fa più bella» mentre in passato ci si diceva: ma perché non lo buttano giù? —
M.Z.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
