Gioco
Liceo Enriques, anche gli studenti contro la terza sede di Shangai
Già 220 firme tra i ragazzi. E i genitori propongono Villa Letizia, Scoglio della Regina o Dogana d’Acqua
Francesca Suggi
LIVORNO. Cresce la protesta al liceo Enriques. Contro l’ ipotesi della terza sede a Shangai si mobilitano a gran voce anche gli studenti del liceo di via della Bassata che in poche ore hanno raccolto 220 firme. Destinate a lievitare nei prossimi giorni.
Con loro a supportare la protesta pure i genitori, il personale Ata e si sta cominciando a muovere anche il consiglio d’istituto che probabilmente si incontrerà martedì. Si tratta di firme, malumori e iniziative di protesta che vanno a rinforzare la lettera appello sottoscritta da quasi la totalità dei docenti dell’istituto, 109 su 120 e diretta alla Provincia.
Crescono le firme, sale la rabbia. Si reclamano certezze e soluzioni adeguate come raccontato anche nell’edizione di ieri del Tirreno.
Praticamente c’è una scuola intera in rivolta e, ognuno a suo titolo, chiede a palazzo granducale certezze sull’organizzazione delle sedi scolastiche per settembre. La dirigente nei mesi scorsi ha chiesto 13 aule in più legate al numero crescente di iscrizioni. A oggi non ci sono certezze.
«Ci siamo adoperati anche noi con una raccolta firme e siamo estremamente infuriati perché i nostri diritti, ancora una volta, sono stati messi in secondo piano», scrivono gli studenti che si stanno adoperando per far lievitare la petizione. La scuola non conosce ancora dove andranno a fare lezione i suoi 1600 studenti il prossimo anno scolastico. La sede di via della Bassata e la succursale di via Goldoni non bastano.
Fa tremare l’ipotesi sempre più confermata di una terza sede nei locali (5 aule) di una palazzina in via Filzi, a Shangai, che la Provincia ha preso in affitto in era covid per sei anni, per metterla a servizio di quelle scuole che ne possano avere bisogno.
«Dopo le nostre proteste del 2019 e le lotte dei due anni successivi per avere un luogo sicuro e praticabile dove svolgere le lezioni, ci troviamo, ancora una volta, alla fine dell’anno scolastico, senza avere certezze per l’anno successivo», proseguono i ragazzi.
Sostengono la lettera-appello dei loro docenti. Come i prof, ritengono inaccettabile l’ipotesi di una terza succursale a Shangai per i disagi che si andranno a creare a livello didattico e organizzativo. Per loro, per le famiglie e i docenti. «Siamo esausti delle ripetute e vane rassicurazioni che la Provincia ci invia di anno in anno, di non avere certezze, e di dover combattere per avere un’aula. È scontata, perciò l’adesione da parte nostra al documento di denuncia che i docenti del nostro liceo hanno redatto e firmato».
Si chiede alla Provincia di ricercare spazi in prossimità della sede di via della Bassata o di individuare una succursale con spazi più adeguati di via Goldoni, che consenta di operare su due plessi. A questo proposito da parte dei genitori, insieme alle firme, si avanzano anche proposte di spazi da poter mettere a disposizione dei ragazzi dell’ Enriques. Alcuni esempi? Villa Letizia, lo Scoglio della Regina e la Dogana d’Acqua. Magari con un accordo tra Provincia e Comune.
Ognuno fa sua la protesta e contribuisce. Anche il personale Ata sottoscrive l’appello dei docenti con venti firme. «Sottoscriviamo l'appello promosso dai docenti e chiediamo soluzioni rapide e finalmente adeguate alla questione della succursale», chiudono. —
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