Il Tirreno

Livorno

Dopo le restrizioni dei mesi di covid ora è boom di matrimoni

Juna Goti
Dopo le restrizioni dei mesi di covid ora è boom di matrimoni

Triplicate le pubblicazioni. Gli invitati in fila alle farmacie  E in tanti vogliono dire sì nella sala di Villa Mimbelli

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livorno. Ore 10.30 di un giovedì di metà giugno, farmacia del Corallo, a pochi passi dalla stazione. Davanti al gazebo allestito sul marciapiede, gli invitati sono in fila in attesa del proprio turno. Le operatrici, armate di doppia mascherina e visiera, chiamano uno a uno, fanno firmare e via col tampone: nel naso agli adulti, salivare per i più piccoli. Gli sposi si sono dati da fare per stare nelle regole: con i farmacisti hanno organizzato tre turni diversi, a 48 ore dalle nozze, perché tutti i loro 80 invitati dimostrino di essere negativi al covid prima di partecipare alla cerimonia e sedersi al ristorante.

Così, se non bastassero le solite ansie da fiori, vestito e tableau, ora c’è quest’ultimo importante ostacolo da superare prima di pronunciare quel sì che hanno dovuto rimandare di un anno.

Vale per questa giovane coppia che si sposa oggi, ma vale anche per moltissimi altri aspiranti marito e moglie che nei lunghi mesi di lockdown e di zone rosso-arancio hanno rimandato e rimandato ancora. Con il risultato che anche a Livorno per questo inizio di estate e per le prossime settimane si registra un vero e proprio boom di matrimoni.

Lo raccontano i dati raccolti dall’ufficio stato civile del Comune. Dal primo gennaio del 2020 al 30 settembre dello stesso anno, in municipio sono stati celebrati 168 matrimoni. Va detto infatti che se si escludono le settimane di divieto assoluto del primo lockdown, le celebrazioni non si sono comunque mai fermate. «Certo con tutte le cautele del caso», come ripete il responsabile dell’ufficio stato civile, Giuseppe Simonetti: «Prima con la presenza dei soli sposi con due testimoni, poi con un numero molto ristretto di persone». Quest’anno, invece, dal primo gennaio ai primi dieci giorni di giugno sono stati celebrati, solo guardando al Comune, 88 matrimoni, ai quali si aggiungono i 121 già prenotati fino al 30 settembre. «Ma il numero – sottolineano dallo stato civile – è in costante e giornaliero aumento, considerando le pubblicazioni...».

E qui si arriva al dato più significativo, quello che dà davvero l’idea di quanto ha inciso l’effetto-covid sulla macchina dei matrimoni. Le richieste di pubblicazioni – passaggio obbligato anche per i livornesi che magari decidono poi di sposarsi in altri comuni o in chiesa – sono quasi triplicate: nei primi sei mesi del 2020, da inizio gennaio a fine giugno, erano state 134; quest’anno, dal primo gennaio al 9 giugno, sono state 364. Numero, anche questo, in costante crescita se è vero, come fanno notare dagli uffici di Palazzo Civico, che «gli appuntamenti per le pubblicazioni sono già esauriti fino ai primi di luglio».

È il segno che in tanti, nell’ultimo anno, hanno magari preferito rinunciare a una festa per pochi, pochissimi intimi, in alcuni mesi un vero e proprio tete à tete, aspettando momenti (si spera) migliori, con la pandemia più sotto controllo e regole meno rigide. Mentre comunque anche nell’anno del covid sulle pagine social, come moderni album di famiglia, si sono viste scorrere le foto tanto surreali quanto dolci di matrimoni celebrati in due, mano stretta nella mano e mascherina sulla bocca.

La voglia ora di tornare a festeggiare, per quanto possibile, tutti insieme la racconta anche la fotografia di questo weekend: in tutto, da giovedì a domani, il Comune si è preparato ad accogliere qualcosa come 14 matrimoni (anche di venerdì, in barba al vecchio detto “né di Venere né di Marte, non si sposa non si parte”). E ben sette di questi si faranno tra oggi e domani a Villa Mimbelli, sede del museo Fattori. Dal 2017 è infatti possibile sposarsi anche qui, nella bella sala degli Specchi, e a quanto pare sono in parecchi a mettersi in coda per farlo. La villa è a disposizione degli sposi solo il terzo finesettimana del mese, come questo, che registra un piccolo record. —

Juna Goti

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