Gioco
«La chiamavamo di continuo ma non dava segni di ripresa»
Patrizia Catte e Aldo Valerio sono stati i primi a raggiungere la donna riversa sul marciapiede «A terra c’era del sangue siamo entrambi sconvolti»
livorno. «Abbiamo sentito un colpo e ci siamo voltati. Lei era a terra. Dalla testa il sangue le scorreva sul volto. Non potrò mai dimenticare quegli attimi terribili». Patrizia Catte e Aldo Valerio sono stati i primi a raggiungere la donna colpita alla testa dalla pietra. E sono sconvolti. La signora Patrizia fatica a trattenere le lacrime.
«Eravamo all’angolo opposto della strada - racconta il signor Aldo - E abbiamo sentito questa botta. Perciò ci siamo voltati. Ho detto a Patrizia “Corri, corri. C’è una signora a terra. Andiamo ad aiutarla”. Quella donna era riversa su un fianco, accanto alla bicicletta appoggiata al muro. C’era sangue che scorreva e c’era una pietra lì, a terra, vicina alla ruota di quella macchina», dice Valerio indicando l’auto di colore nero ancora parcheggiata al lato del marciapiede di via Buontalenti.
La signora Catte dice che non potrà mai dimenticare la tragedia di ieri pomeriggio. «Siamo sconvolti - dice Aldo Valerio - La chiamavamo. Le dicevamo “Signora, signora, ci sente?” Ma non dava segni di vita. Non apriva gli occhi. Ci siamo avvicinati per vedere se respirava. È stato terribile...terribile».
Anche Luca e Francesca, lavoratori della tabaccheria che si trova di fronte al luogo del crollo, hanno sentito un colpo. «Ci siamo affacciati - racconta Francesca - Poi abbiamo capito che cosa era successo. Mi vengono i brividi. Si rende conto che se fosse passata da lì due secondi prima tutto questo non sarebbe successo. Non ci posso credere...». —
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