Il Tirreno

Livorno

educazione stradale e legalita’ 

Bimbi dell’asilo vigili per un giorno tante bici “multate” sui marciapiedi

Francesca Suggi
Bimbi dell’asilo vigili per un giorno tante bici “multate” sui marciapiedi

La classe dei 4 anni del Gobetti a caccia dei trasgressori con la Municipale in Borgo Cappuccini

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Francesca Suggi

LIVORNO. «Signora non si posteggia la bicicletta sul marciapiede, io prima ci ho sbattuto». Iacopo, faccino innocente, occhi frizzanti e tono deciso apostrofa con dolcezza una “nonna” che in via San Carlo sta posteggiando la bici sul marciapiede. Con lui tutti gli altri compagni della sua classe dei 4 anni della scuola dell’infanzia Gobetti di via degli Asili (circolo Benci), rinforzano con tenerezza il messaggio, tirando su la paletta che hanno realizzato in classe dal lato del colore rosso, per indicare l’ infrazione.

A lei la “multa dei bambini”. A lei, come a diversi altri livornesi distratti che hanno posteggiato i loro mezzi in divieto, vanno le sanzioni simboliche dei bambini-vigili urbani per un giorno. Con loro, nel percorso pedonale assistito in Borgo Cappuccini, ci sono alcuni agenti “veri” della Municipale, con la vice comandante Rossella Del Forno, l’assistente scelto Michele Ricci e l’agente scelta Dania Russo. Il progetto di educazione alla legalità e all’educazione stradale promosso dagli assessorati alle attività educative e della mobilità insieme alla Municipale, parte da loro. Dagli studenti di alcune scuole primarie e asili.

«Se vedete un segnale tondo, rosso, vuol dire divieto», Del Forno parla ai piccoli, in classe, prima dell’uscita a caccia di trasgressori. La parola d’ordine alla base di questi progetti è prevenzione. «I divieti vanno trasformati in messaggi positivi: sulla strada, non si deve posteggiare per esempio sui marciapiedi, perché altrimenti le persone non riescono a passare e magari devono scendere in strada, magari una mamma con il passeggino. C’è una parte dei nostri vigili formata per fare l’educatore stradale». I piccoli annuiscono.

Ricci e Russo spiegano l’importanza delle regole, in classe, come sulla strada. Attraverso il gioco. «La cosa principale che accade se non si rispettano le regole non sono le multe, né le punizioni, bensì la confusione che si crea, con il rischio che qualcuno si faccia male».

Dalla classe si va fuori. A caccia di trasgressori. «Le esperienze sul campo, concrete come questa, catturano attenzione e i messaggi veicolati rimangono», dice la dirigente Simona Michel.

Lungo il marciapiede di via degli Asili la colorata fila indiana, insieme alle maestre Paola Querci e Mirella Bertolotti, agli agenti e alle assessore Giovanna Cepparello e Libera Camici, incrocia tante biciclette sui marciapiedi. È l’infrazione più comune e numerosa della mattina. Sono tante le bici lasciate, legate intorno a cartelli stradali o a pali della luce. «A breve ordineremo altre 50 rastrelliere e alcune le installeremo qua: già ci sono ma probabilmente dobbiamo incrementare», annuncia Cepparello.

Così l’uscita con l’asilo diventa anche un’occasione per verificare carenze e migliorare l’arredo urbano. Lungo via Verdi gli alunni si imbattono in bici e proprietario trasgressore che la sta posteggiando. «Stop, non si fa», subito il coro dei bambini-vigili si fa sentire.

La fila dei piccoli, scortata dagli agenti municipali, attira l’attenzione del quartiere. Alcuni sorridono, altri non capiscono subito. Come la donna che sta tornando al suo scooter posteggiato in divieto di sosta lungo via San Carlo. Gli alunni le fanno la multa. «Così siete cattivi», commenta lei. Subito corregge il tiro l’agente municipale: «Non sono cattivi, sono giusti questi bambini».

Infrazione che vai, scusa che trovi dei trasgressori. Fa mea culpa, invece, un uomo in Borgo che sta tornando a riprendere l’ auto (già multata dagli alunni) posteggiata sulle strisce e sul marciapiede. «Bambini avete ragione. Ho sbagliato», dice. Applauso per i bambini. «Spiegare ai bambini che il problema vero non è la sanzione quando si infrangono le regole, bensì i problemi e i disagi che accadono per colpa di chi non rispetta le regole: bisogna partire da loro, con questi progetti, per fare prevenzione», chiude la vicesindaca Camici. —

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