Sicurezza
Notte prima degli esami... di genitori e figli
Paolo Caluri, il prof dei “grandi”, racconta: «I ragazzi sempre accanto a babbo o mamma per sostenerli in questi momenti»
LIVORNO. Notte prima degli esami di maturità. Una notte che in pochi riescono a dimenticare. Una notte speciale, che poi si ricorda con entusiasmo e nostalgia, ma che quando si affronta genera inevitabilmente ansia e preoccupazione. Così la vivono i giovani studenti, coinvolgendo nell’emozione i familiari e anche gli amici: è una tappa importante della vita perché c’è la consapevolezza negli studenti - ma anche nei loro genitori - che si sta per chiudere una fase e se ne sta per aprire un'altra sicuramente bella però totalmente diversa. Ma cosa succede quando sono un padre e e una madre a dover affrontare l’esame di maturità? L’emozione è la stessa perché comunque è un grande traguardo. Immaginiamoci poi cosa può accadere quando genitori e figli sono chiamati ad affrontare l’esame in contemporanea o quasi ... È il caso di mamma Francesca Barbera, 54 anni, e di sua figlia Greta Morreale, 18 anni. O di babbo Umberto Ognissanti, 54enne pure lui, e del figlio ventenne Matteo. In questa pagina leggerete la storia di due genitori livornesi che, ironia della sorte, si diplomano con i figli. Scuole diverse ovviamente. I grandi al corso serale all’Itc Attias e i figli, la prima all’Iti e il secondo al liceo Enriques.
Per queste famiglie è un momento da incorniciare nell’ al bum dei ricordi. Delle aspirazioni. Dei sogni che si realizzano, senza tempo. Da giovani non hanno potuto o voluto diplomarsi ma come si dice, non è mai troppo tardi, ed ecco cheper Francesca e Umberto questo sarà un esame di maturità davvero speciale.
A raccontare lo stato d’animo dei “grandi” è il loro prof Paolo Caluri: di giorno lavora come direttore di Asamar, l’associazione delle agenzie marittime e di sera è docente di Scienza delle finanze, Diritto pubblico ed economia politica all’Itc Attias di via Marradi.
«Nel 2014, non potendo più portare avanti scuola pubblica e Asamar (in cui ero entrato nel 2004), ho lasciato andare il ruolo ma non ho lasciato completamente l'insegnamento perché nei serali è molto gratificante ed ho recuperato la scuola Attias, nella quale avevo iniziato nel 1988, appena tornato da un'esperienza di un anno, di lavoro negli Usa», racconta lui che oggi ha 61 anni.
«Spesso sono i figli ad aiutare i genitori anche all’esame di maturità». Storie scolastiche sì, ma soprattutto storie di vita. E di riscatto: «Chi decide di recuperare un rapporto con la scuola da adulti ha una grande motivazione: in classe seguono con tanta attenzione». —
Francesca Suggi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
