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Livorno

la scomparsa 

Addio a “Batman”, il vigile urbano diventato leggenda

Stefano Taglione
Addio a “Batman”, il vigile urbano diventato leggenda

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Stefano Taglione

livorno. Nella polizia municipale, e in tutta Livorno, ha fatto la storia. Diventando leggenda. Impossibile, infatti, riuscire a sfuggirgli quando ti inseguiva con la moto perché avevi infranto il codice della strada, «che lui conosceva a memoria», dicono i colleghi.

Si è spento a 82 anni “Batman” – al secolo Ruggero Somigli – storico agente della polizia municipale e in ultimo, fino al pensionamento, funzionario responsabile dell’area del pronto intervento. Innamorato del suo lavoro, Somigli era stato assunto con un concorso negli anni Settanta e ha lasciato «quando gli è stato imposto, a 65 anni», raccontano alcuni agenti che oggi, grazie ai suoi insegnamenti, operano nel pronto intervento del comando cittadino.

Nonostante l’età e il fisico non gli permettessero di essere prestante come i giovani neoassunti, ben oltre i 60 anni non rinunciava agli interventi con la moto. Perché la strada non l’ha voluta abbandonare neanche da funzionario, da ispettore d’area.

Somigli abitava in via Anna Frank, vicino a via di Salviano, lascia due figli e si è spento domenica scorsa dopo una malattia all’ospedale. Ieri pomeriggio, alle 15.15, dopo il funerale celebrato dalle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni i vigili urbani hanno scortato il feretro con le moto del comando fino al cimitero dei Lupi. «Ho conosciuto Ruggero Somigli quando sono entrata nel corpo 21 anni fa – ricorda la comandante Annalisa Maritan – e posso affermare che ha rappresentato un riferimento per tutti i colleghi. Autorevole, carismatico, e preparatissimo sul codice della strada, ha ricoperto un ruolo di coordinamento sia per il personale motociclista e in generale per chi svolgeva il servizio esterno. È stato anche responsabile dell’ufficio verbali e della centrale operativa. Un vero ufficiale, che ha lasciato il segno in tutti coloro che lo hanno conosciuto».

«A lui devo tutto, è stato il mio maestro. È con lui che, appena entrato nella polizia municipale, nel 2001 ho fatto il corso di formazione per diventare motociclista». A parlare è Marco Vaccai, ispettore della polizia municipale, amico ed ex collega di Somigli: «Era una persona corretta, che ti dava sicurezza e ti tutelava fino in fondo – prosegue Vaccai – È stato fondamentale per la mia carriera professionale e se io sono qui, lo devo prevalentemente a lui. Ha insegnato a tutti noi come lavorare». A ricordarlo anche tutto il resto del personale «della polizia municipale, sia in servizio che in quiescenza – scrive in una nota il Comune – Somigli ha dedicato la sua carriera lavorativa al servizio della città e fino a maggio scorso ha ricoperto anche il ruolo di presidente dell’Ipa, associazione cui si è dedicato fino ai suoi ultimi giorni e che lo ricorda con tanto affetto. —

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