Gioco
Serve anche l’elicottero per controllare l’invasione in Venezia
Il quartiere si conferma sempre più il punto di ritrovo serale per migliaia di giovani Il questore: «Lo rifaremo, l’area è difficile da sorvegliare soltanto con gli agenti»
Stefano Taglione
livorno. In città, fino a ieri mattina, c’era chi ancora si chiedeva se l’elicottero della polizia che per ore ha volteggiato sul centro e sul lungomare fosse servito veramente per controllare la movida e gli assembramenti. Quelle eliche fra la musica, con il faro blu puntato dall’alto, hanno stupito moltissime persone. «E non è stato neanche facile addormentarsi», ha scritto più d’uno su Facebook, chiedendo lumi sull’utilizzo del velivolo nella notte fra sabato e domenica sopra Livorno.
La risposta, comunque, è sì: l’elicottero serviva a controllare la movida, visto che in Venezia erano confluite – come la scorsa settimana – migliaia di persone. Soprattutto giovani, ma non solo loro. Per essere più precisi, l’elicottero aveva il compito di coordinare al meglio le pattuglie posizionate sul territorio e di intervenire, in forze, in caso di necessità come è avvenuto per una rissa a Calafuria, dove un ragazzo è rimasto ferito. «Non è servito solo per controllare i ragazzi in Venezia – sottolinea il questore, Roberto Massucci – ma l’ho voluto impiegare su tutta la provincia, da Livorno all’Elba. È stato molto utile, perché lo sguardo privilegiato dall’alto ci ha consentito di spostare il personale a terra per ogni necessità, come la rissa a Calafuria appunto. Naturalmente, essendo un mezzo al servizio di tutta la Toscana, non potremo usarlo sempre, ma mi sono già attivato per averlo disponibile anche in altri fine settimana a Livorno. Qui ci sono tantissimi locali e la vita nei mesi estivi è sviluppata prevalentemente sul mare: l’uso dell’elicottero è un supporto necessario. È un mezzo fondamentale in aiuto degli agenti che presidiano il territorio».
L’elicottero, con il suo potente faro blu, ha volato per la città all’incirca dalle 23 fino a poco dopo mezzanotte. Un’operazione decisa dal questore, naturalmente, d’intesa con il prefetto Paolo D’Attilio. Poi è tornato alla base fiorentina di Peretola. «Sono molto soddisfatto di questo fine settimana – prosegue Massucci – perché credo che sia stato fatto un ottimo lavoro. Le proteste? Le comprendo, ma bisogna anche capire che è l’unico modo per controllare un’area molto vasta e assai frequentata nelle ore serali. Tra l’altro l’elicottero, che ha anche una funzione di prevenzione visiva, ha evitato assembramenti eccessivi».
In ogni caso, oltre al mezzo del Reparto volo di Firenze, per le strade della città c’erano anche le volanti, una pattuglia anti-Covid della polizia di Stato (con una seconda della Squadra mobile e una terza della scientifica), una dei carabinieri, un equipaggio della guardia di finanza e la polizia municipale, che a tarda sera – dopo aver chiamato un carroattrezzi – con sole due agenti locali rimaste in zona (nel frattempo molto forze si erano riversate a Calafuria per la rissa) è riuscita a evitare disordini durante la rimozione di un’auto parcheggiata in via Borra che ostruiva la carreggiata e che la polizia di Stato aveva disposto di rimuovere al più presto proprio per evitare incidenti.
Nel complesso, nella notte fra sabato e domenica, non si sono registrate sanzioni amministrative anti-Covid. Al contrario dello scorso fine settimana, nel quale invece erano state sei. «Non ho interesse a fare sanzioni tanto per fare – rimarca Massucci – ma, se non si riesce con il dialogo, voglio che quando le sanzioni vengono fatte vi siano situazioni e fatti documentati in cui indubbiamente, possibilmente anche con delle fotografie a supporto, si dimostri la violazione delle norme. La documentazione a sostegno del verbale deve reggere anche ai ricorsi, altrimenti rischiamo che tutto il nostro lavoro venga vanificato. Le sanzioni non sono numeri».
L’elicottero, in futuro, potrebbe tornare a Livorno nei sabato sera di movida. «In base alle richieste che arrivano al Reparto volo da tutta la regione, viene concesso all’uno o all’altro territorio – conclude Massucci – e, dalle valutazioni che sono state fatte, io conto che possa tornare presto a supportarci anche nelle prossime settimane. Ci sarà molto d’aiuto». —
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