Gioco
La denuncia di un trentanovenne disabile: «Picchiato dai buttafuori alla Fortezza Nuova»
Livorno: l'uomo, che chiede l'anonimato per «paura di ritorsioni», si è rivolto ai carabinieri. Il racconto resta comunque al vaglio delle forze dell'ordine, mentre gli organizzatori annunciano di essersi rivolti ai propri avvocati
LIVORNO. Dice di essere stato picchiato da cinque persone – «erano i buttafuori impiegati nel servizio di sicurezza» – all’ingresso della Fortezza Nuova, venerdì scorso, mentre stava andando con la moglie e il figlio di otto mesi a cenare allo stand di un amico. A parlare è un livornese di 39 anni – chiede l’anonimato per paura di ritorsioni – che dopo l’accaduto è andato a farsi refertare al pronto soccorso a causa «dei pugni e dei calci ricevuti – racconta – da queste persone. È andata così: uno di loro, che conosco, mi ha chiamato dentro uno stanzino. Non capivo il motivo, ma mi sono fidato e sono entrato.
Poi, dopo essersi messo davanti alla porta per impedirmi l’uscita, lui e altre quattro-cinque persone mi hanno letteralmente massacrato di botte. Io non riuscivo a far niente, hanno pure minacciato mia moglie, ho avuto tanta paura. Dopodiché mi hanno scaraventato fuori. Non sono riuscito neanche a chiamare la polizia, visto che il cellulare si era rotto, e ho dovuto pregare un padre di famiglia di prestarmi il suo per chiamare i soccorsi e il 112. Fra l’altro ho un polmone in meno e fatico a respirare, gliel’ho anche detto mentre venivo picchiato».
Il motivo? Secondo lui – che ha così ricostruito la vicenda – «l’accusa di aver messo a segno un furto». «Dicono che avrei rubato una bottiglia di vino e che sarei stato ripreso dalle telecamere – racconta – ma non è così. Se è vero, che mi denuncino. Io non ho rubato proprio niente e se ne sono convinti c’è stato sicuramente uno scambio di persona».
I responsabili degli eventi della Fortezza Nuova non commentano, spiegando di aver già incaricato un legale per seguire la questione. Da ambienti vicini però all’organizzazione emergerebbe che l’uomo, nei giorni precedenti, si sarebbe presentato fuori da una baracchina con una pistola scacciacani minacciando un’addetta al servizio di consegnargli una bottiglia di vino. Circostanza però smentita dallo stesso trentanovenne. «Scacciacani? A parte che è legale – racconta – Comunque io non l’ho assolutamente usata. Ho sentito parlare di questa versione dei fatti, ma non è assolutamente vero. E nel caso, che mi denuncino».
Il trentanovenne, insomma, sostiene di essere stato picchiato per essere «stato scambiato per qualcun altro» e per questo «di aver denunciato queste persone ai carabinieri». «Quanto accaduto è vergognoso – conclude – e si deve sapere ciò che è accaduto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
