Gioco
I portuali scelgono i vertici Le assemblee e poi il voto
LIVORNO. Conto alla rovescia in vista del prossimo round elettorale che deve indicare per i prossimi anni il nuovo vertice della Compagnia portuale sulla base dei consensi riscossi fra i lavoratori: nelle prossime ore le assemblee preliminari, le urne si apriranno lunedì 21 alle 7,30 del mattino per chiudersi l’indomani. Il bis per il ballottaggio è previsto a stretto giro: giovedì 24 con chiusura nel pomeriggio del giorno successivo. Tre i posti in consiglio, viene eletto direttamente chi al primo turno ottiene voti pari a più del 50% dei votanti: chiunque è votabile.
Se due candidati sono eletti direttamente, il terzo viene deciso dalla sfida testa a testa nel turno supplementare fra i due non eletti più votati, se i posti in consiglio da ricoprire sono due o tre il ballottaggio è comunque fra quattro o sei – insomma il doppio dei posti da coprire – chiedendo ai lavoratori di scegliere fra i quattro (o i sei) meglio piazzati nel primo voto.
In cerca di riconferma il consiglio uscente, composto da Enzo Raugei e Marco Martelli con Marco Dalli che nel 2018 sconfisse al ballottaggio Alessandro Costanzo.
Il voto aperto al primo round può esser sempre foriero di sorprese. Quella di tre anni fa è stata probabilmente la tornata elettorale più complessa della storia recente della Compagnia: anche stavolta, sempre nei panni di outsider potrebbe tornare in campo Alessandro Costanzo, ed è solo uno fra i nomi che circolano in queste ore.
Dalla sua il consiglio uscente sembra avere il fatto che le elezioni si svolgono in condizioni meno drammatiche rispetto alle volte precedenti, quando tagli e sacrifici avevano inciso pesantemente sui salari dei lavoratori.
Enzo Raugei è al timone del Palazzo di via San Giovanni fin dal 2007 (e in consiglio fin dagli anni ’90 con Roberto Piccini presidente) ed è in tandem con Marco Dalli, anch’egli un veterano del consiglio, attivo negli ultimi anni soprattutto sul fronte della Cilp. Il terzo è Marco Martelli, che invece era stata la figura emergente del voto del 2018 riuscendo a imporsi all’attenzione con un exploit proprio nell’urna elettorale. —
M.Z.
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