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Bruciati al Picchianti 3.300 chili di cocaina trovati su una nave dai carabinieri
Fu il sequestro più importante in Italia degli ultimi 27 anni La droga distrutta dal termovalorizzatore dell’Aamps
LIVORNO. Il trasporto verso l’inceneritore, per qualche decina di minuti, ha paralizzato la città. Oltre 30 carabinieri, due blindati e la polizia municipale di scorta. A bordo 3.300 chili di cocaina, mezzo miliardo di euro il valore. Poco più di un anno fa, quando ancora il coronavirus non era realtà, furono proprio gli stessi militari di Livorno a mettere a segno il sequestro di droga più importante d’Italia degli ultimi 27 anni. “Polvere bianca” transitata dal nostro porto, destinazione Marsiglia, dopo essere stata spedita dai narcos colombiani e aver fatto una tappa intermedia, per il trasbordo da nave a nave, in Andalusia.
Era la mattinata del 24 febbraio del 2020 quando gli investigatori, su ordine della direzione distrettuale antimafia di Firenze, fecero irruzione su una portacontainer che batteva bandiera delle Isole Marshall. A bordo il carico di purea di banane, contraffatto con cocaina purissima. Poi dettero vita alla cosiddetta “consegna controllata”, una delicata e articolata operazione speciale antidroga, attraverso la sostituzione del carico con della farina. In questo modo, lo scambio, ha consentito alla polizia francese di arrestare la base dell’organizzazione criminale nello scalo marittimo provenzale che, dopo aver scaricato lo stupefacente, lo avrebbe commercializzato sul mercato europeo.
Dopo aver completato tutte le analisi sull’enorme quantitativo, che hanno confermato l’eccezionale grado di purezza, su disposizione della Dda il comando provinciale ha organizzato l’operazione di distruzione di tutta la droga, avvenuta giovedì scorso all’interno dell’inceneritore di via dell’Artigianato. Eccezionalmente, fuori dal termovalorizzatore, c’erano decine di militari.
«È stato approntato un imponente dispositivo di sicurezza – spiegano i carabinieri – Il carico, del valore di circa mezzo miliardo di euro e necessariamente transitato lungo un tragitto cittadino in orario diurno, sarebbe stato appetibile non solo per l’organizzazione a cui è stato sottratto, ma per qualsiasi altro gruppo criminale». Oltre 30 i carabinieri impiegati sotto il coordinamento della centrale operativa. Il trasporto è stato assicurato da un convoglio di due furgoni, contenenti i 3.300 chili di cocaina, scortati da equipaggi del reparto operativo, dai motociclisti e da una pattuglia della sezione radiomobile della Compagnia di Livorno, con il supporto di due aliquote di primo intervento arrivate da Pisa.
Le aliquote sono costituite da personale «altamente specializzato e addestrato e hanno il compito – spiegano dal comando provinciale labronico, guidato dal colonnello Massimiliano Sole – di intervenire quanto più tempestivamente possibile per fronteggiare le situazioni di crisi ad alto rischio. Sono state istituite nel 2016, a seguito degli attentati di Parigi del 13 novembre 2015, con l’obiettivo di rappresentare una risposta rapida e adeguata ad attacchi terroristici. In Toscana sono presenti a Firenze e Pisa».
Il convoglio è stato poi scortato dal deposito a via dell’Artigianato dagli agenti della municipale. «L’integrale distruzione degli stupefacenti – concludono i carabinieri – rappresenta un’ulteriore tappa delle indagini, coordinate dalla Dda e sviluppate dal nucleo investigativo di Livorno, diretto dal maggiore Michele Morelli, nell’ambito di una più ampia rete di cooperazione internazionale giudiziaria e di polizia». —
S. Tag.
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