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Livorno

l’iniziativa  

Nelle farmacie comunali non si pagherà l’Iva su assorbenti e tamponi

Simone Fulciniti
Nelle farmacie comunali non si pagherà l’Iva su assorbenti e tamponi

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LIVORNO. Livorno aggiunge il suo nome al novero dei capofila di un’iniziativa di grande valore civile. Nelle nove farmacie comunali, infatti, è stata azzerata l’Iva su assorbenti, coppette mestruali e tamponi. Terza città in Toscana (per adesso) dopo Firenze e Pistoia.

Un’azione che fa seguito a una delibera del consiglio comunale, accolta con entusiasmo dalla giunta e dall’azienda Farmalì. «Tutto nasce da una mozione unitaria presentata da Partito democratico e Buongiorno Livorno – spiega l'assessore al lavoro Gianfranco Simoncini – Dove si chiedeva all’amministrazione di mettere in campo una campagna di sensibilizzazione perché si potesse arrivare ad un abbattimento dell’Iva. Sulla base di una mobilitazione che va avanti da tempo a livello internazionale contro la “tampon tax”. L’utilizzo di questi prodotti è fondamentale per le donne in gran parte della loro vita e pertanto non può essere ritenuto giusto porre aliquote pari a quelle dei prodotti di lusso, 22%» Il mondo comincia muoversi in tal senso». Ci sono stati interventi in diverse nazioni europee, così come negli Stati Uniti. Il governo italiano ha abbassato al 4% l’Iva su alcuni prodotti riutilizzabili, ma ci sembra sia insufficiente. E vogliamo sostenere l’iniziativa dell’azzeramento. La giunta ha dato subito direttive a Farmalì, e già da qualche giorno presso le farmacie comunali chi va a comprare questi prodotti trova lo sconto. Della tassa se ne fa carico Farmalì. Intanto per un anno; poi, in base ai cambiamenti sulla base della campagna, ci auguriamo perda efficacia».

Soddisfazione anche nelle parole di Susanna Fornai, direttrice generale Farmalì. «Importante intervento di sensibilità e sensibilizzazione – afferma – che va verso una parità di genere e pone l’attenzione per una questione che prima o dopo si spera possa essere regolamentata a livello nazionale. Siamo stati pronti ad accogliere immediatamente la proposta dell’amministrazione». La delibera del 20 maggio sottolinea come In Italia sia ignorato il fenomeno della “period poverty” (povertà mestruale), ovvero il disagio a potersi garantire un’igiene adeguata durante tutto il periodo mestruale attraverso appositi dispositivi sanitari e in luoghi idonei. «Un’azione dimostrativa – conclude Simoncini – Talvolta c’è una maggiore esigenza dei soggetti deboli, e ci sembra giusto che l’amministrazione dia una mano in questo senso. Una donna durante l’anno spende circa 126 euro nell’ambito, di questi 22,80 vanno allo stato. È l’ora di fare qualcosa di concreto». —

Simone Fulciniti

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