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Bruciati nell'inceneritore Aamps 3.300 chili di cocaina: valevano mezzo miliardo di euro
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I carabinieri mentre distruggono la drogaLivorno: un contingente di oltre 30 carabinieri li ha trasportati dal deposito dove erano custoditi fino in via dell'Artigianato. Fu il sequestro più importante d'Italia degli ultimi 27 anni
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LIVORNO. Sono stati bruciati nel termovalorizzatore di Aamps di Livorno 3.300 chili di cocaina. Furono quelli sequestrati dai carabinieri poco più di un anno fa su una nave partita dalla Spagna (anche se il carico era stato precedentemente trasbordato da un'altra portacontainer salpata dal Sudamerica) e diretti in Francia, al porto di Marsiglia, dove poi la polizia francese aveva arrestato due persone sorprese a ritirare il carico da mezzo miliardo di euro.
Era la mattinata del 24 febbraio 2020 quando gli investigatori dell’Arma livornese, su ordine della direzione distrettuale antimafia di Firenze, facero l'irruzione a bordo. Poi dettero vita alla cosiddetta “consegna controllata”, una delicata e articolata operazione speciale antidroga, attraverso la sostituzione del carico di cocaina con della farina. In questo modo, lo scambio, ha consentito alla polizia francese di arrestare la base dell’organizzazione criminale nello scalo marittimo provenzale che, dopo aver scaricato lo stupefacente, lo avrebbe commercializzato sul mercato europeo.
Si è trattato del più ingente sequestro di droga degli ultimi 27 anni in Italia. Dopo aver completato tutte le analisi sull’enorme quantitativo, che hanno confermato l’eccezionale grado di purezza, su disposizione della Dda il comando provinciale ha organizzato l'operazione di distruzione di tutta la droga, avvenuta giovedì 10 giugno all’interno dell’inceneritore di via dell’Artigianato.
"È stato approntato un imponente dispositivo di sicurezza - spiegano i carabinieri - Il carico, del valore di circa mezzo miliardo di euro, necessariamente transitato lungo un tragitto cittadino in orario diurno, sarebbe stato appetibile non solo per l’organizzazione a cui è stato sottratto, ma per qualsiasi altro gruppo criminale". Oltre 30 i carabinieri impiegati sotto il coordinamento della centrale operativa. Il trasporto è stato eseguito da un convoglio di due furgoni, contenenti i 3.300 chili di cocaina, scortati da equipaggi del reparto operativo, dai motociclisti e da una pattuglia della sezione radiomobile della Compagnia di Livorno, con il supporto di due aliquote di primo intervento arrivate da Pisa.
Le aliquote, è questo il loro acronimo, sono costituite da personale altamente specializzato e addestrato e "hanno il compito - spiegano dal comando provinciale labronico, guidato dal colonnello Massimiliano Sole - di intervenire quanto più tempestivamente possibile per fronteggiare le situazioni di crisi ad alto rischio. Sono state istituite nel 2016, a seguito degli attentati di Parigi del 13 novembre 2015, con l’obiettivo di rappresentare una risposta rapida e adeguata ad attacchi terroristici. In Toscana sono presenti a Firenze e Pisa".
Il convoglio è stato poi scortato dal deposito a via dell'Artigianato dagli agenti della polizia municipale. "L’integrale distruzione degli stupefacenti - concludono i carabinieri - rappresenta un’ulteriore tappa delle complesse indagini, coordinate dalla Dda di Firenze e sviluppate dal nucleo investigativo di Livorno, diretto dal maggiore Michele Morelli, nell’ambito di una più ampia rete di cooperazione internazionale giudiziaria e di polizia".
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