Gioco
Ricoverata per un’emorragia cerebrale a 74 anni dopo essere stata travolta sulle strisce - Foto
Livorno: la donna investita da una ciclista che avrebbe lasciato il suo numero di telefono a qualcuno dei presenti, ma poi è andata via. La figlia: «Mai sentita, la denuncio»
LIVORNO. «Mia madre è stata travolta da una donna in bicicletta mentre attraversava le strisce pedonali e ora è in ospedale con un’emorragia cerebrale. Spero che si possa rimettere, non so se la dovranno operare, me lo diranno a giorni. Questa persona, che dopo l’incidente si è fermata, dopo un po’ è andata via dicendo: “Scusate sono in ritardo, devo andare...”. Non si fa così: la denuncerò per omissione di soccorso, chiedendo a chi era lì, in particolare due coniugi che mi hanno avvertito dell’incidente, di testimoniare».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.40378146:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.40378146:1654850776/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
A parlare è Veronica Arrighi, la figlia di Laura Raspi – 74 anni – la donna investita attorno alle 8.45 di mercoledì 9 giugno da una bici mentre stava attraversando via Grande all’altezza del bar Caffè Grande. La signora, che abita in via San Giovanni, stava andando al mercato di piazza Cavallotti dove aveva appuntamento con la figlia. Purtroppo, però, è stata travolta dalla “due ruote” e ora è ricoverata all’ospedale di Livorno con un’emorragia cerebrale, il braccio sinistro ingessato e un occhio tumefatto. Subito dopo il trasporto al pronto soccorsi i medici avrebbero voluto trasferirla nell’unità di chirurgia maxillo-facciale di Cisanello, a Pisa, ma alla fine hanno preferito trattenerla in viale Alfieri.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.40378138:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.40378138:1654850776/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Dopo l’incidente, oltre ai volontari con il medico della Svs, non sono intervenute le forze dell’ordine, quindi non sarà semplice riuscire a ricostruire con precisione i dettagli dell’incidente, dal momento che nessuno ha chiamato carabinieri, volanti o municipale. È arrivata (per portarla al pronto soccorso) solo un’ambulanza. Poi il nulla.
LA DENUNCIA
In un primo momento – secondo quanto raccontato al Tirreno dalle persone all’interno del Caffè Grande – la signora che aveva investito la settantaquattrenne si era fermata e «aveva dato a qualcuno il suo numero di telefono per essere ricontattata». Il problema, però, è che se anche avendolo fornito, come spiegato dai testimoni, la figlia dell’anziana non sa nemmeno chi sia. La donna ha in mano solo la testimonianza di due coniugi che stavano attraversando la strada con sua madre e che l’hanno vista finire per terra sulle strisce, colpita lateralmente dal manubrio della bici. «Chiedo a questa persona di farsi sentire, di contattare Il Tirreno o la polizia municipale – spiega – perché mia mamma non sta bene. Sono andata dai carabinieri per denunciarla per omissione di soccorso, ma non avendo ancora i referti in mano dovrò aspettare. Ma lo farò. In ogni caso vorrei guardare questa persona negli occhi e chiederle perché è andata via».
LA RICOSTRUZIONE
Erano le 8.45 quando Laura Raspi ha attraversato la strada ed è stata travolta dalla bicicletta. «Lei era dall’altra parte del Caffè Grande, lato nord della strada – conferma la figlia Veronica – ed è stata investita subito dopo aver iniziato l’attraversamento, con il semaforo per lei verde. Io, che sono arrivata lì dopo neanche dieci minuti, l’ho trovata seduta al Caffè Grande, dove le avevano dato un po’ d’acqua. Mia mamma ha una certa età, non è più giovane, ma confido che possa riprendersi. In ogni caso ciò che è successo è molto grave e questa persona non può farla franca. Deve pagare per quello che ha fatto, spero che le telecamere del semaforo abbiano inquadrato la scena».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
