Gioco
La gioia del manager in aula «Un pensiero per Nebbiai»
Livorno. Lorenzo Fommei, da quando nel 2016 ricevette l’avviso di garanzia, di parole su questa vicenda ne ha dette poche. Ha fatto parlare le carte. E ora la sentenza gli dà ragione. Così nel giorno in cui viene messa – appelli della procura a parte – la pietra tombale sulla vicenda, decide di spiegare. Raccontare. E togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
«Pur nella soddisfazione dei verdetti raggiunti in entrambe le sedi giudicanti (la corte dei conti prima il tribunale penale poi ndr) rimane l’amarezza per aver dovuto trascorrere oltre sette anni di sofferenza personale e familiare per la quale nessuno risponderà. La giustizia ha fatto infatti finalmente piena luce sulla vicenda assolvendomi perché il fatto non sussiste. Manterrò comunque – ammette – una profonda cicatrice perché non posso dimenticare il pregiudizio riscontrato in questi anni e non ultima la presunzione di colpevolezza con la quale sovente mi sono dovuto confrontare». Al di là dell’odissea personale, l’ex direttore di Aamps, oggi manager di un’azienda di Grosseto, dove vive, parla anche delle persone che in questi anni gli sono state vicino. E anche a chi ha affrontato con lui parte di questa vicenda giudiziaria.
«Un pensiero infine ai miei legali Riccardo Lottini e Michele Dionigi i quali mi hanno costantemente assistito e sostenuto nei procedimenti in questione. Infine un doveroso pensiero al compianto Valter Nebbiai su cui, semmai ce ne fosse stato bisogno, ancora una volta con la sentenza di ieri ne viene affermata l’integrità e la rettitudine. Infine – conclude – mi sia consentito di dire che la giustizia ha finalmente dimostrato se l’analfabeta amministrativo, così venni apostrofato in commissione consiliare dall’allora presidente dell’organo di controllo di Aamps, era il sottoscritto o gli accusatori». —
F.L.
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