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Processo Basket Livorno, i difensori: «Accuse generiche». Ma i giudici respingono l’istanza

Federico Lazzotti
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Gli avvocati hanno presentato un'eccezione, se fosse stata accolta il procedimento sarebbe tornato all'udienza preliminare 

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LIVORNO. Genericità del capo d’imputazione, impossibilità di capire chi concorre nel reato e in che modo, anche livello di segmenti temporale, tanto da generare «l’indeterminatezza delle condotte». Sono queste alcune delle considerazioni che hanno portato l’avvocata Lorenza Musetti, che difende Anna Lisa Mazzola, a chiedere ai giudici di annullare il decreto che dispone il giudizio per gli undici imputati nel processo per il crac del Basket Livorno.

«L’ipotesi d’accusa - spiega l’avvocato - prevede nel suo incipit bancarotta impropria da reato societario. Ed elenca altri imputati nel concorso. Ma in realtà non viene esplicitato in alcun modo. Nella parte che riguarda il bilancio 2008 - prosegue - una delle carenze è quella di non individuare la falsità delle fatture. Tanto che non si capisce da che cosa si deve difendere ogni imputato».

Replica il pubblico ministero: «È un procedimento complesso che abbraccia un arco temporale importante. Nel capo d’imputazione ci sono gli elementi essenziali per la contestazione di bancarotta. La difficoltà - aggiunge - è legata alla complessità del procedimento». Il collegio dopo circa mezz’ora di camera di consiglio ha respinto l’eccezione che avrebbe portato il procedimento di nuovo all’udienza preliminare». --

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