Sicurezza
Premuda e l’affondamento della corazzata Santo Stefano
LIVORNO. Oggi è una ricorrenza importante per la Marina Militare. Non quella più conosciuta di Santa Barbara, ma un’altra ugualmente densa di significati e ricordi. Eravamo nel pieno della Prima Guerra Mondiale. All’alba di 103 anni fa, due nostre motosiluranti in perlustrazione nel mare Adriatico vicino alla baia di Premuda, entrarono in contatto con l’intera flotta austro –ungarica che si stava muovendo verso sud per rompere l’accerchiamento delle forze navali alleate attestate sul Canale d’Otranto. Un evento non previsto segnò il destino del conflitto. Si trattava di ben 13 unità, fra cui la corazzata “Santo Stefano”. “Ebbe così origine una delle più brillanti azioni navali della prima guerra mondiale- si legge sul sito della Marina Militare - nel corso della quale, a conclusione di un attacco condotto con incredibile audacia e grande perizia, il Comandante Luigi Rizzo silurò ed affondò la corazzata "Santo Stefano".”
“A Premuda - si prosegue - Rizzo risolse, senza saperlo, un problema ben più importante dell'affondamento di una singola nave, poichè l'impresa modificò profondamente l'attuazione di un piano politico e strategico che avrebbe portato le forze austriache, con ogni probabilità, ad ottenere la supremazia navale in Adriatico e forse nel Mediterraneo.” Creata nel 1939 e interrotta per la seconda Guerra Mondiale, la giornata della Marina Militare è stata ripresa nel 1964. Ne parla l’ammiraglio Pier Paolo Ramoino, storico della Marina Militare.
Fra l’impresa di Rizzo e la creazione della Giornata della Marina Militare trascorsero oltre vent’anni. Per quali ragioni storiche e politiche?
«Ritengo che il sottosegretario di Stato volesse nel 1939 con la giornata della Marina dare una maggiore visibilità alla forza armata e l’impresa di Rizzo era di fatto la maggior battaglia navale vittoriosa.
Perché fu accoppiata per anni alla ricorrenza di Santa Barbara, con altra data e diverso significato?
«Furono due “feste” diverse, una ufficiale e legata ad un fatto d’ arme, l’altra molto familiare e legata al clima di amicizia delle Navi».
Anche nella Seconda Guerra Mondiale, la Marina si è contraddistinta nell’impiego delle motosiluranti e dei maiali, con Teseo Tesei, Elios Toschi ed il livornese Gustavo Stefanini . Esistono nessi di cultura marinara e preparazione tecnica fra i differenti mezzi impiegati?
«L’ idea dell’incursione ritengo sia radicata nel nostro pensiero navale e che l’ammiraglio Paolo Thaon di Revel la ufficializzò con l’idea della “battaglia in porto”».
Potremo definirli, oggi, i corsari del XX° secolo?
«Non sono convinto che ci fosse uno spirito “corsaro”, ma una profonda professionalità di quella che oggi si chiama “impiego delle forze speciali».
Quali ricordi ha di quel giorno come ufficiale?
«Nei miei ricordi giovanili non ci sono particolari emozioni per la festa ufficiale ma ricordo con simpatia alcune “Santa Barbara” sulle Navi con scherzi per ufficiali e sottufficiali ed un clima di amicizia». —
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