Il Tirreno

Livorno

L’Accademia cambierà volto in sei anni

Gian Ugo Berti
L’Accademia cambierà volto in sei anni

Partiti i lavori di ammodernamento. Il comandante Biaggi: «Sarà rinnovato il Palazzo Allievi e riqualificato l’ auditorium»

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Gian Ugo Berti

LIVORNO. L’Accademia navale cambia volto. Sono iniziati i grandi lavori di ammodernamento che dureranno sei anni. Sarà una struttura moderna e funzionale dell’Università del mare. «I lavori di ristrutturazione di Palazzo Allievi, della durata di sei anni, si articoleranno in diverse fasi in modo da consentire all’Accademia Navale di continuare a svolgere le proprie normalmente funzioni istituzionali anche durante la necessaria cantierizzazione», spiega l’ammiraglio comandante, Flavio Biaggi.

E lo fa in occasione della ricorrenza della giornata della Marina Militare che festeggia i suoi 160 anni dalla sua nascita. Una ricorrenza speciale.

Per la ricorrenza della Festa della Marina quale messaggio vuole indirizzare ai giovani?

«Mi piacerebbe che i giovani prendessero esempio dalle imprese dei nostri eroi del passato, facendo propri i valori di audacia, generosità, dedizione ed incondizionato spirito di servizio per poter, contribuire in maniera efficace allo sviluppo ed al bene del nostro Paese, sprigionando energia positiva in questo momento di ripartenza».

Quali sentimenti prova come uomo ed ufficiale ricordando l’impresa di Premuda?

«Provo sentimenti di orgoglio ed ammirazione per l’impresa dell’ammiraglio Rizzo, uniti al forte senso di appartenenza per la Marina Militare. L’impresa fu fondamentale per rinfrancare gli animi italiani dopo la disfatta di Caporetto ed è un esempio di come forti motivazioni interiori spingano gli individui a compiere atti di estremo coraggio per il bene della Patria, anche a rischio della vita. Sia come uomo che Ufficiale provo profonda gratitudine e deferente rispetto nei confronti dell’ ammiraglio Rizzo, la cui figura rappresenta fonte di sicura ispirazione per tutti i marinai ed in particolare per i giovani cadetti che saranno i comandanti del futuro».

Quest’anno l’Accademia compirà 140 anni. Avete previsto eventi per celebrare l’anniversario?

«Non un evento in particolare. Abbiamo però arricchito le varie iniziative del ricordo di questa importante ricorrenza, dandole con continuità la giusta enfasi. A febbraio è stata inaugurata la nuova illuminazione tricolore della facciata dell’Accademia dando simbolicamente inizio alle celebrazioni dei 140 anni: dopo il tramonto, i livornesi possono ora ammirare la facciata tingersi dei colori della nostra bandiera. Abbiamo anche ideato un logo che è stato inserito nelle locandine di tutte le nostre manifestazioni: ad esempio, la giornata di studio organizzata a marzo in collaborazione con la rivista di geopolitica Limes, in cui si è data enfasi all’importanza del mare per il nostro Paese e la Settimana velica internazionale Accademia Navale e Città di Livorno svoltasi lo scorso aprile. Stiamo tra le altre cose anche definendo, per novembre, un progetto con l’Università di Pisa per un’ulteriore giornata di studio su formazione, leadership e marittimità legata all’apertura del prossimo anno accademico. La scelta del mese non è casuale, infatti il 6 novembre del 1881 fu inaugurata la nostra l’Accademia Navale».

Lei è in Marina Militare da più di trent’anni. Ritiene sia mutato qualcosa nei motivi di scelta fra i diciottenni di oggi, rispetto ad allora, a varcare il cancello di viale Italia?

«Sebbene la società sia profondamente cambiata, non credo siano cambiate le motivazioni che spingono i giovani ad entrare in Accademia. Sicuramente, vista l’enorme possibilità di reperire informazioni in rete, c’è, oggi, maggiore consapevolezza sia dell’offerta formativa sia delle possibilità di carriera. Chi decide di provare il concorso di ammissione alla ricerca di una preparazione universitaria solida, attuale e diversificata. E’ animato dalla passione per il mare ed anche per l’avventura ed ha voglia di intraprendere una professione stimolante ed affascinante.

Cosa vuol dire scegliere di diventare Ufficiale di Marina?

«Quella dell’Ufficiale di Marina é però anche una professione molto impegnativa ed è bene che un giovane che si accinge ad affrontarla sia sorretto da forti motivazioni. La scelta di entrare in Accademia condizionerà tutta la sua vita, ma accanto all’impegno richiesto dalle dinamiche della vita militare si apriranno anche straordinarie opportunità di crescita umana e professionale al servizio del Paese».

Sono partiti i grandi lavori in Accademia navale. Come cambierà l’istituto tra qualche anno?

«Verrà rinnovato il fabbricato principale, con l’utilizzo di tecniche costruttive all’avanguardia nell’ottica di un miglioramento sismico ed energetico. Al termine, il Palazzo Allievi, pur mantenendo i suoi canoni storico-architettonici avrà le caratteristiche di un edificio moderno e funzionale quali: infissi ad alto rendimento, riscaldamento e raffrescamento a pavimento, sistemi domotici per l’efficientamento energetico.

Novità anche per quanto riguarda l’auditorium. Come diventerà?

«È in avanzata fase di studio il progetto di riqualificazione dell’Auditorium che prevede la realizzazione di una moderna struttura per eventi di grande rilevanza, anche internazionale, con una capienza di oltre 500 persone da mettere a disposizione anche della cittadinanza. Grazie a soluzioni tecnologiche allo stato dell’arte ed un concept architettonico modulare e flessibile, potrà ospitare convegni, conferenze, spettacoli teatrali/cinematografici, concerti e mostre.

L’Auditorium potrà ospitare il nascente Polo di riferimento per lo Sviluppo del Pensiero Marittimo, ovvero un centro culturale che raccolga le istituzioni, il mondo dell’industria, della ricerca, dell’università, della scuola, del terzo settore per promuovere una rinnovata consapevolezza dell’importanza del mare per la prosperità dell’Italia». —

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