Gioco
Ai promotori abbiamo chiesto se esisteva un piano industriale
Il coordinamento Rifiuti Zero: «Siamo comunque pronti a incontrarli e a organizzare un dibattito pubblico sui rifiuti»
L’intervento/2
Come coordinamento di associazioni ambientaliste aderenti alla strategia “rifiuti-zero” abbiamo seguito con interesse il percorso che avrebbe dovuto portare al referendum propositivo. Il quesito, presentato come rivolto allo spegnimento dell'inceneritore Aamps, riguardava in realtà l'avvio di attività di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti per un quantitativo indicato di 650 tonnellate per giorno lavorativo. Abbiamo chiesto pubblicamente ai promotori del referendum di presentare il progetto industriale che sembrava celarsi dietro il quesito, che parlava di 49 milioni di investimenti senza indicare la copertura degli stessi: visto che le norme sui referendum propositivi escludono l'accensione di mutui, a nostro avviso sarebbe stato necessario prima di tutto conoscere i soggetti che avrebbero dovuto eventualmente affrontare la spesa prevista.
Abbiamo chiesto il progetto industriale anche per avere chiarimenti sulla provenienza dei rifiuti da trattare e sulle modalità stesse del trattamento, in quanto molti impianti denominati “fabbriche dei materiali” vengono utilizzati per produrre combustibile solido da bruciare in inceneritori, cementifici e gassificatori, come quello proposto da Eni a Stagno. Nessuno però ci ha mostrato il progetto industriale dell'impianto proposto con il referendum. Neppure ci è stato spiegato in che modo il consiglio comunale, a cui il quesito si rivolgeva, avrebbe potuto prendere decisioni che sono di competenza di altre istituzioni, quali l'Autorità di ambito (per la pianificazione impiantistica) e la Regione (per le autorizzazioni ambientali riguardanti gli impianti di trattamento dei rifiuti). Ci siamo rivolti al Comune, per capire se fosse venuta meno la volontà di chiudere l'inceneritore e se sussistesse un pericolo riguardante la costruzione di nuovi inceneritori a Livorno, visto che i promotori del referendum paventavano tali rischi.
Martedì 1 giugno abbiamo quindi incontrato il sindaco, che ci ha mostrato il piano industriale Aamps, che prevede la chiusura dell'inceneritore con procedure già in corso per la costruzione di un impianto di trattamento dell'organico, il riassorbimento dei lavoratori dell'inceneritore e la creazione di ulteriori posti di lavoro, senza inquinamento. Ci è stato poi mostrato il piano di ambito che esclude nuovi inceneritori e prospetta finalmente un ambito territoriale libero da impianti di combustione dei rifiuti.
Avremmo proseguito il nostro percorso di chiarimento convocando il comitato promotore per un incontro, richiesto anche da loro, dopodiché era già prevista l'organizzazione di un dibattito pubblico con la presenza sia del sindaco che del comitato promotore, per sgombrare il campo da equivoci e versioni contrastanti sul merito del quesito referendario, ma è giunta nel frattempo la notizia dell'interruzione della raccolta firme. Non ci interessano le polemiche tra partiti, né le gravissime accuse rivolte all'amministrazione e ai funzionari comunali sulla presunta irregolarità dei moduli. A noi interessa il merito della gestione dei rifiuti e in tal senso hanno valore atti e documenti, non le dichiarazioni di principio. Per questo siamo a disposizione per continuare il confronto anche a prescindere dallo svolgimento del referendum, incontrando i promotori del quesito e organizzando un dibattito pubblico. —
coordinamento
Rifiuti Zero
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