Gioco
Un polo scolastico dentro il complesso della Gherardesca di Livorno: ecco come sarà
Provincia e Regione lavorano al progetto. «Tanti istituti vicini, collocazione naturale». La presidente Marida Bessi: «Mascagni e Provveditorato resteranno»
LIVORNO. Il prestigioso conservatorio Mascagni, con i suoi allievi, come istituto superiore di studi musicali, resterà. Guai a toccarlo oppure a spostarlo. Così anche i locali occupati dall’Ufficio scolastico provinciale faranno parte di quel mosaico di prestigio in cui sarà trasformato tutta la storica struttura. La presidente della Provincia Marida Bessi ci crede e trasformerà il complesso Della Gherardesca di via Galilei in un polo scolastico.
Andando, di fatto, ad assecondare la naturale vocazione di quei 55mila metri quadri totali, ottocenteschi che confinano, da un lato, con il maxi liceo Cecioni e si inseriscono in un contesto fatto di istituti superiori come l’Itis di via Galilei, il Geometri di via Zola e poco più in là c’è pure il professionale Orlando. «La prima volta che visitai questo bellissimo complesso mi sono detta che sarebbe fantastico trasformarlo in un prestigioso polo scolastico, a disposizione degli studenti, dei diversi percorsi di studio e delle varie attività didattiche», afferma la presidente Bessi.
Il progetto è quantomai azzeccato, vista anche la carenza cronica di spazi di alcuni importanti istituti cittadini, come più volte raccontato dal Tirreno. Se ne è parlato durante l’agorà sulla scuola “sicurezza, inclusione e innovazione” organizzato dal movimento Cinque Stelle il primo giugno. «Siamo in una fase embrionale, ci stiamo lavorando insieme alla Regione che dentro ha diversi uffici e spazi di sua competenza», riprende Bessi.
Il maxi edificio ha numeri da record: fu costruito tra il 1845 e 1861 su progetto del toscano Alessandro Gherardesca, come "casa pia di lavoro" e "ricovero di mendicità", per poi trasformarsi successivamente in casa di riposo e conosciuto dai livornesi con il nome di Pascoli.
La sua superficie coperta totale è di 12mila mq e in origine era organizzato come una piccola città, adatta ad ospitare circa 2mila persone; una vera e propria comunità dotata di strutture di servizio, quali i dormitori, i refettori e le cucine, gli uffici, la chiesa, secondo le teorie del socialismo utopistico di Owen e Fourier. Doveva rispondere inoltre ad esigenze abitative e a funzioni diverse, quali la residenza collettiva, l'avviamento al lavoro, l'istruzione elementare, la ricreazione.
Ad oggi là dentro sono ospitati il conservatorio Mascagni nella parte centrale, sotto il porticato. E quello un tempo era l’oratorio è stato trasformato in auditorium e al primo piano ci sono gli uffici; da qualche anna ci sono i locali dedicati all’Ufficio scolastico provinciale. Nell’ ala a destra c’è l’agenzia regionale toscana per l’impiego (Arti), c’è inoltre la sede dell’Istoreco (istituto storico della resistenza e della società contemporanea nella provincia di Livorno) e poi alcuni uffici regionali.
«Sicuramente in questo progetto ancora in fase embrionale e che quindi non si realizzerà nell’immediato prevediamo di mantenere l’istituto Mascagni e l’Ufficio scolastico perché tasselli importanti di un futuro polo scolastico: si tratta di spazi prestigiosi che saranno messi a servizio della nostra comunità di studenti, in modalità tutte da definire», continua Bessi. Sarà fondamentale per dare concretezza al progetto una sinergia tra istituzioni, quindi.
«In questo modo - aggiunge la presidente - riusciremo anche ad avere spazi nostri da dedicare alla programmazione degli spazi scolastici, eliminando tutti quegli affitti che la Provincia paga a soggetti privati per garantire aule agli istituti che ne hanno bisogno». Nella riflessione sono compresi evidentemente i soldi pubblici spesi da palazzo granducale, per esempio, per la locazione degli spazi di Porta a Mare adesso in uso all’istituto Nautico Cappellini e ai locali affittati a partire dall’inizio dell’anno per ragioni legate all’emergenza sanitaria in via Filzi, a Shangai.
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