Il Tirreno

Livorno

potere al popolo: il decesso all’ex atl 

«Ciao Renato, eri un brav’uomo Ora si tuteli il diritto alla vita»

«Ciao Renato, eri un brav’uomo Ora si tuteli il diritto alla vita»

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livorno. «Abbiamo conosciuto Renato il 18 luglio del 2019, purtroppo in occasione del suo sfratto. All’epoca viveva in una casa in affitto grazie all’aiuto economico di una delle sue figlie. Ma dopo che lei perse il lavoro, lui con la sola pensione non è più riuscito a pagare la casa. Così è stato sfrattato». Potere al popolo ricorda così Renato Spagnoli, morto qualche giorno fa per un malore all’interno di un ufficio abbandonato dell’ex deposito degli autobus di via Meyer. «Con non pochi problemi di salute gli è stato concesso qualche giorno di albergazione e poi secondo la nostra amministrazione non si sa bene che fine avrebbe dovuto fare – prosegue Potere al popolo attraverso una nota – Fortunatamente, tramite anche il sindacato Asia, trovò una sistemazione in una occupazione. Ci teniamo a ricordare che la Lega e Fratelli d’Italia le vorrebbero chiudere in nome della “legalità”. Evidentemente non capiscono che lo Stato non offre sempre un cuscinetto sociale per le persone in difficoltà. L’alternativa sarebbe stata la strada. Molti forse pensano che vivere nelle strutture occupate sia una fortuna perché non si paga l’affitto e quindi è “da furbi”, ma un invito che vorremmo fare a tutte queste persone è quello di viverci per una settimana, per capire di cosa si parla. Di una sistemazione emergenziale che non permette alcun progetto a lungo termine e nessuna sicurezza nel futuro».

Potere al Popolo prosegue poi così il suo intervento: «Parliamo di una vita dove tutte le proprie cose sono raccolte in una stanza. Le famiglie che occupano queste strutture sono organizzate in turni di pulizie e si autotassano per avere un fondo cassa per le emergenze. I bambini frequentano regolarmente la scuola e Renato era il “nonno” dell’Atl e di tutti i bambini che, come lui, sono ospitati in strutture che danno una seconda possibilità di vivere decentemente, con un tetto sulla testa e con la dignità che ogni essere umano dovrebbe aver diritto di avere. La prima possibilità gli è stata tolta dall’assenza di uno Stato che non sostiene nel diritto di vivere una vita dignitosa. Renato era un brav’uomo e noi lo vogliamo ricordare davanti a uno dei tanti picchetti ai quali partecipava, sorridente come sempre. Ciao Renato, un grande abbraccio e le nostre più sentite condoglianze alla tua famiglia, e alle persone a te più vicine». —

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