Toscana
La movida dalla Venezia alla Terrazza: il divertimento prevale sul coprifuoco
Livorno, stimati tremila giovani dopo la mezzanotte: le forze dell’ordine hanno provato a disperderli almeno tre volte
LIVORNO. A fine serata, ben oltre l’orario del coprifuoco, la polizia ha stimato circa tremila giovani per strada solo nel quartiere della Venezia. Desiderosi di festeggiare e divertirsi insieme dopo mesi di “clausura” a causa dell’emergenza coronavirus. Ma giocoforza, con le limitazioni governative ancora in vigore, contro le regole. E non solo dal punto di vista orario, dato che la stragrande maggioranza dei giovani, quasi tutti ventenni, non indossava la mascherina e non rispettava le distanze interpersonali.
È così che l’altra notte, da mezzanotte alle quattro, forze dell’ordine e giovani si sono rincorsi per le vie della città. L’inizio - all’insegna della movida - alla Fortezza Nuova, con un gruppo di 100-150 che si è accalcato all’ingresso, il prosieguo in piazza del Luogo Pio e il secondo tempo, ben oltre le tre di notte, fra il Surfer Joe della Terrazza Mascagni e piazza Bartolommei, ad Antignano. Centinaia di giovani che - senza pensare ai rischi per la salute e nell’errata convinzione di essere tornati alla normalità -e volevano stare insieme, festeggiare, e che all’arrivo della polizia, vigili urbani e dei carabinieri, si spostavano altrove.
Dalla Venezia, come le ultime sere, diversi residenti del quartiere hanno iniziatoi a pubblicare su internet foto e video della ressa. Chiamando il 112. Con le pattugli e che arrivavano e mettevano in fuga i ragazzi. Poi il trasloco in massa al Surfer Joe. «Sono rimasto dentro il locale, al piano di sopra – racconta uno dei soci della catena, Francesco Tonarini – perché sapevo che sarebbe successo questo. Quando ho sentito i cori da stadio sono uscito, giusto per vedere che aria tirava, ma avendo 20 anni più di tutti quei ragazzi ogniqualvolta mi avvicinavo a uno di loro, si allontanavano. Poi quando sono arrivate le forze dell’ordine c’è stato il “fuggi fuggi”, con alcuni dei giovani che urlavano contro gli agenti».
Già nelle scorse serate, al Surfer Joe, c’era stata la ressa a locale ormai chiuso. «Ho smesso di fare foto – conclude Tonarini – perché poi i clienti, la domenica mattina, disdicono le prenotazioni per colazione e pranzo. Sono dovuto rimanere nel mio locale a fare la guardia, anziché stare con la mia famiglia. Stamani (ieri per chi legge ndr) mi sono svegliato intontito col mio bimbo che voleva suonare la batteria, vaglielo a spiegare che ero rimasto sveglio per evitare di subìre danni al Surfer Joe...».
L’imprenditore, fino alle quattro di notte, è rimasto a pulire. Minimi, per fortuna, i danni. Anche se non sono mancate le scritte sui cartelli del locale, ora imbrattati: «Devo pensare che ce l’abbiano con noi, ma non capisco nemmeno perché...». Dopo il “fuggi fuggi” la parte più irriducibile dei ragazzi si è trasferita ad Antignano, in piazza Bartolommei. Poi, al nuovo intervento delle forze dell’ordine, sono tornati tutti a casa. A dormire. —
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