La protesta
«Ragazzi, rispettate le regole ma non mi piace il balconismo»
Il sindaco difende il diritto dei giovani a tornare a incontrarsi e a divertirsi la sera e critica il tono da giudice degli adulti: «C’è chi aspetta le 23.01 per fare foto»
livorno. «Le reazioni dei giovani livornesi a questi quindici mesi di pandemia sono state da incorniciare. Ci sono state situazioni in cui è accaduto qualcosa che non doveva accadere, però i giovani hanno reagito nel miglior modo possibile, stando alle regole e cercando di sopportare e sacrificarsi». Il sindaco Luca Salvetti conferma il giudizio espresso l’altro ieri durante l’incontro con gli studenti dell’Iti. Ma va anche oltre. E critica il così detto “balconismo”, ritornando sul fenomeno delle foto scattate «un minuto dopo l’entrata del coprifuoco» con lo scopo principale di affermare «che i giovani si stanno comportando male».
Un atteggiamento che il primo cittadino non gradisce. «Noi adulti - afferma - abbiamo osservato quello che accadeva con un tono da giudici che a me non è piaciuto per niente, abbiamo avuto delle reazioni che non possiamo permetterci». Si nota che è un tema che sta molto a cuore al sindaco, che vuol chiarire ancora meglio il suo concetto. «Ho detto che, anche grazie alla campagna vaccinale che sta procedendo molto bene a Livorno, i ragazzi potranno tornare a rivedersi con gli amici e a fare tutto quello che facevamo noi alla loro età dai 16 anni fino ai 20 e anche oltre. Un diritto di cui non hanno potuto godere in questi lunghi mesi di chiusure o riaperture parziali: un periodo difficile in cui i giovani hanno fatto tutto quello che è stato chiesto loro».
« Ci sono stati momenti – prosegue – in cui il mondo giovanile è scomparso dalle strade quando gli veniva detto che non si poteva uscire, per poi tornare a vivere la scorsa estate e a fare quello che è proprio di quella età. Ora tutti noi torniamo fuori, verso una normalità, e dentro la Costituzione consegnata ai ragazzi ci sono i diritti e i doveri. Noi, come amministrazione, siamo pronti a batterci per il loro diritto di tornare a stare insieme ad abbracciarsi, a divertirsi e a condividere le serate».
Dunque, i giovani devono rispettare le regole, come quelle legate al Covid, ma hanno anche diritti da far valere. «Ci batteremo contro quelli che aspettano il minuto dopo l'entrata in vigore del coprifuoco per scattare la foto dalla finestra e dire "guarda quanti giovani ci sono in giro" - aggiunge il primo cittadino - e comunque ci dobbiamo battere anche perché i doveri siano un punto di riferimento anche per i ragazzi». E il sindaco li invitati «a non prestare il fianco a chi non capisce che a quell'età è giusto ripartire in un certo modo. La sera vedo che c'è voglia di uscire e stare insieme, facciamolo nella giusta maniera».
M.S.
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