Il Tirreno

Livorno

la cerimonia 

Vive, 75 anni dopo, l’impegno per il rilancio di tutto il Paese

Simone Fulciniti

Nel cortile della prefettura le parole di Mattarella lette ad alta voce da D’Attilio il tricolore calato dall’alto dai vigili del fuoco e le onorificenze a chi si è distinto

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Simone Fulciniti

LIVORNO. Nell’ampio cortile del Palazzo del Governo si è svolta la cerimonia di consegna delle onorificenze dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” ai cittadini della provincia di Livorno che si sono particolarmente distinti in ambito professionale e sociale. Consegnate anche le Medaglie d’Onore a cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti. E i le onorificenze di “Vittime del terrorismo” ai militari colpiti in eventi terroristici all’estero.

La premiazione è stata preceduta da un momento ad alto tasso emozionale: dalla parete dell’edificio alcuni vigili del fuoco, attrezzati con le imbracature di sicurezza, hanno calato lentamente un enorme bandiera tricolore, accompagnati dalle note dell’inno di Mameli. Tutta la platea si è alzata in piedi, e al termine dell’operazione è scoppiata in un applauso fragoroso.

Al microfono il prefetto Paolo D’Attilio ha fatto gli onori di casa e letto il messaggio inviato a tutte le prefetture dal capo dello stato Sergio Mattarella. «Un 2 giugno - scrive, tra le altre cose, il Presidente - nel segno dell’impegno collettivo per il rilancio del Paese, e della ricerca di nuove prospettive di sviluppo e modernizzazione. Se oggi possiamo guardare con maggiore fiducia al futuro, è grazie alla ricchezza di risorse che il paese ha saputo trovare. La mia gratitudine va a ciascun cittadino, che con senso civico e rispetto delle regole, ha dato il proprio contributo alla lotta contro il virus. Un pensiero ai giovani e anziani, che hanno subito maggiormente l’impatto della crisi. E l’omaggio va a coloro che hanno perso la vita».

Dopo la lettura del messaggio di Mattarella tutto è pronto per la consegna delle pergamene e delle medaglie. A fianco del prefetto si alternano autorità civili e militari, per effettuare la premiazione. Rapidamente sfilano i ventinque gratificati. Consegna, foto di rito e applausi sentiti dei presenti. Profilo basso, valore enorme.

Tra loro c’è anche il dirigente della Svs Cinirio Paoletti, insignito Cavalieri. «Una grande emozione – commenta –, tanta soddisfazione personale, e per l’associazione nella quale sono cresciuto. Un grazie al presidente, al consiglio, a mia moglie, alla famiglia: chi ottiene questi risultati è anche supportato da persone intorno che lo permettono. Quando aiuto gli altri mi sento ricco. È un riconoscimento che sottolinea l’importanza dei valori per i quali operiamo».

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