Velisti in difficoltà per il vento di terra: soccorse nella notte dodici persone
Non riuscivano a rientrare a causa della rottura del motore la Capitaneria le prende a bordo e i pompieri trainano la barca
Stefano Taglione
livorno. La rottura del motore li ha costretti a navigare a vela. Poi, complice il buio e il forte vento di terra, sono stati costretti a chiedere aiuto alla capitaneria di porto di Livorno, che li ha soccorsi otto miglia al largo di Gorgona. Dodici persone – tre famiglie sudamericane, peruviane ed ecuadoregne, ognuna con un figlio ciascuno, oltre a tre livornesi – sono state salvate dalla guardia costiera e dai vigili del fuoco della sezione navale degli scali Darsena, fra la serata e la nottata di domenica scorsa, in un’operazione che si è conclusa poco prima dell’alba di ieri.
L’ALLARME
I militari, raccolta la richiesta di aiuto arrivata poco dopo le 22 al numero di emergenza 1530, in meno di un’ora hanno raggiunto la barca (di 15 metri di lunghezza) trasferendo a bordo i tre figli minorenni (di 13, dodici e cinque anni) e tre dei sei genitori, mentre il resto dei naviganti (altre sei persone) sono rimasti a bordo ad affrontare il vento di terra. I ragazzi e il bambino erano tutti sudamericani, così come i genitori, residenti in città. Gli altri tre membri dell’equipaggio, invece, erano livornesi, amici delle famiglie peruviane ed ecuadoregne con cui avevano condiviso la domenica in mare. La motovedetta della guardia costiera ha immediatamente trasportato i sei al sicuro in porto e per loro non c’è stato bisogno dell’intervento delle ambulanze, visto che stavano bene, avendo anche gli indumenti pesanti per affrontare la navigazione al freddo della sera, nonostante nei piani iniziali non fosse assolutamente prevista.
il secondo sos
Dopo aver accompagnato i figli (e i tre genitori) al sicuro, la motovedetta è dovuta ripartire alla volta di Cecina, a sud, dato che era stato notato un razzo rosso di segnalazione in cielo. Per fortuna, però, si è rivelato un falso allarme, dato che i militari non hanno trovato alcun natante in difficoltà in quella zona. Nel frattempo, dalla barca a vela già soccorsa, arrivava una nuova chiamata: i tre livornesi al comando, insieme ai sudamericani rimasti con loro, non riuscivano ad affrontare il vento di terra e a rientrare in porto, a causa del solito problema al motore che dopo l’avaria non si è mai riacceso. La guardia costiera, quindi, poco dopo le 2 della notte è ritornata a soccorrerli prendendo a bordo i tre sudamericani, mentre sempre la sala operativa della direzione marittima toscana ha inviato sul posto un mezzo navale della squadra nautica dei vigili del fuoco, che ha trainato la barca verso il porto di Livorno. L’arrivo poco prima dell’alba, con gli ultimi tre membri dell’equipaggio (i livornesi) giunti in porto trainati dai pompieri.
le indagini
Spetterà ora alla capitaneria di porto stabilire cosa sia successo durante la navigazione. Gli ispettori della direzione marittima toscana, infatti, hanno già identificato tutte le persone soccorse e stamani le hanno convocate negli uffici per avere dei chiarimenti. Innanzitutto i militari dovranno comprendere cosa sia successo realmente al motore e perché all’improvviso non ha più funzionato. In secondo luogo bisognerà comprendere la compatibilità dell’escursione in barca con le normative anti-Covid: ogni famiglia (tre quelle sudamericane, oltre agli amici livornesi) aveva una propria cabina, così da rispettare il distanziamento interpersonale, oppure erano tutti insieme? Aspetti cruciali ai fini di un’eventuale (al momento solo ipotetica) sanzione anti-coronavirus, sempre amministrativa e in questo caso di 530 euro, dato che anche in mezzo al mare e sulle barche (essere su un mezzo aggrava di un terzo il peso della multa ndr) gli assembramenti sono proibiti e in questo caso, se le persone non sono congiunte e vivono sotto lo stesso tetto, anche a bordo devono garantire il rispetto dell’ultimo decreto del Consiglio dei ministri. Solo ipotesi al momento, destinate a rimanere tali finché in mattinata gli ispettori della guardia costiera labronica non ascolteranno le persone a bordo, sane e salve grazie all’intervento della motovedetta e del mezzo nautico dei vigili del fuoco del distaccamento degli scali Darsena. —
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