Gioco
Raggi intitola una via a Ciampi A Livorno il M5s lo ostacolò
La sindaca Cinque Stelle di Roma decide di rendere onore allo statista labronico, nella sua città i consiglieri pentastellati costrinsero Nogarin a tornare indietro
LIVORNO. Se Livorno nel 2017 con il sindaco 5 Stelle Filippo Nogarin, dopo un acceso dibattito politico, aveva liquidato con un nulla di fatto la proposta di intitolare la Rotonda d’Ardenza all’ex statista livornese Carlo Azeglio Ciampi, la sindaca pentastellata di Roma, Virginia Raggi, martedì primo giugno inaugurerà uno slargo sul Lungotevere a Roma proprio alla memoria del livornese Ciampi. In occasione del centesimo compleanno di Franca Pilla Ciampi, per una vita al fianco del marito Carlo Azeglio, a metà dicembre scorso, la sindaca di Roma Capitale, Virginia Raggi, le aveva fatto arrivare i suoi auguri. E contemporaneamente l’aveva informata che, accogliendo la richiesta del Comitato per le Celebrazioni del centenario della nascita del Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, avanzata dal prof. Stefano Merlini e dal presidente Giuliano Amato, la Commissione consultiva di toponomastica di Roma Capitale il 4 dicembre ha deliberato all’unanimità di intitolare al presidente Ciampi una via o una piazza capitale.
L’intitolazione, come era stato spiegato, vuole essere un piccolo segno, non solo simbolico, del legame tra Roma Capitale e il massimo esponente istituzionale del nostro Paese, scomparso il 16 settembre 2016. In pochi mesi l’iter attivato dalla giunta pentastellata con il coinvolgimento del Quirinale, si è compiuto e il giorno prima della festa della Repubblica, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e delle massime autorità e della sindaca stessa Raggi, sarà inaugurata, sul Lungotevere Aventino, una nuova area pubblica, che prenderà il nome di Largo Carlo Azeglio Ciampi. La cerimonia, nel rispetto delle norme anti Covid, avrà inizio alle 11.
È un modo per ricordare la figura istituzionale del defunto presidente, che peraltro aveva sempre manutenuto un profondo legame con la sua città d’origine. Largo Carlo Azeglio Ciampi si trova tra via Marmorata e via del Circo Massimo, vicino al Giardino degli Aranci e le basiliche di Santa Sabina all'Aventino e dei Santi Bonifacio e Alessio.
Come si ricorderà, in realtà non era stato tanto l’allora primo cittadino Filippo Nogarin a mettersi di traverso quanto la sua maggioranza: anzi, in un primo tempo il sindaco aveva portato la proposta del ristoratore Beppino Mancini all’attenzione della giunta municipale e da Palazzo Civico si era guardato di buon occhio a questa possibilità. Nell’autunno di quattro anni fa, all’indomani di questa valutazione iniziativa tutt’altro che negativa il gruppo Cinque Stelle aveva alzato un fuoco di sbarramento in consiglio comunale
Prima il consigliere Edoardo Marchetti, già uscito dal gruppo M5s ma rimasto a sostegno della maggioranza filo-Nogarin: «Auspico che la giunta ritiri la delibera, serve un segnale politico chiaro. Nel caso non lo faccia, proporrò io una delibera al consiglio per l’annullamento dell’intitolazione». Anche Giuseppe Grillotti, ex grillino ma anche fuori dal perimetro della coalizione Nogarin: via quella delibera. Poi il capogruppo M5s Marco Galigani: intanto, appoggia la richiesta del consigliere Marchetti; quindi, invita gli amministratori pentastellati a rimettere nel cassetto l'idea, semmai se ne parli in commissione. Non bastasse, anche Marco Bruciati ci aveva messo il carico da undici: per dire che il Ciampi da celebrare semmai è Piero, il poeta-cantautore.
Nogarin aveva incassato la batosta un po' sconcertato («sinceramente non me l'aspettavo»). Beninteso, anche lui stesso non aveva giudicato positivamente alcune scelte politiche compiute da Ciampi nel corso della sua vita, ma – aveva aggiunto di fronte ai taccuini del Tirreno – «questo non mi impedisce di ritenere doveroso dedicargli un luogo della sua città». Rincarando poi: «Evidentemente però la mia impostazione non è la stessa di alcuni consiglieri, compresi quelli di maggioranza».
Non sarà solo un incidente di percorso. Al contrario, su una vicenda semplicemente simbolica si misurò la debolezza di Nogarin di fronte alla sua maggioranza, che dallo strabordante assetto iniziale – sostanzialmente tutti con un Pd sconfitto e ridotto ai minimi termini – era finita per rimanere aggrappata a equilibri risicati. Il messaggio su Ciampi era stato quello: un passo indietro per salvarsi. Tant’è che quello stesso anno, in occasione dell’anniversario della nascita di Ciampi, agli inizi di dicembre, lo stesso Nogarin aveva reso omaggio a Ciampi in una breve cerimonia al cimitero della Misericordia («è stato una figura di rilievo internazionale che la città ha il dovere di onorare: eravamo abituati a festeggiarlo in altri modi, con altri tempi, ma è importante continuare a farlo»). Quanto alla mancata intitolazione, era stato ancora Nogarin a dire: «Sono sicuro che prima o poi ci sarà, magari non la farò io, non sarò più sindaco». Aggiungendo: «È stato molto triste che il nome del presidente sia stato usato come luogo di una battaglia politica, diamo tempo al tempo».
Dopo le elezioni di due anni fa, con la sconfitta del M5s e il ritorno del centrosinistra a Palazzo Civico, sarà la nuova maggioranza a fare dell’intitolazione della Rotonda al nome di Ciampi un aspetto simbolico da giocare praticamente subito. Adesso ci ha pensato la sindaca-simbolo delle amministrazioni M5s a chiudere una stagione di polemiche – e forse anche una stagione politica – dedicando a Ciampi uno spazio nella Capitale.
Sabrina Chiellini
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