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Porto 2000, protesta all’imbarco: presidio dei precari di Intempo
L’Usb chiede la stabilizzazione per addetti «in attesa da 15 anni». Stagionali dello scalo passeggeri, Cgil Cisl Uil attaccano: L’Authority ntervenga sulla crisi di Onoratoi
LIVORNO. La protesta dei lavoratori della Porto 2000 che ha simbolicamente rallentato – con un presidio momentaneo sulle banchine – le operazioni di imbarco a bordo dei traghetti Moby e Sardinia attorno alle 20 è stata il culmine di una giornata di lotta intensa sul fronte del porto. L’iniziativa era stata guidata dalle organizzazioni sindacali Cgil Cisl Uil del settore. Una doppia manifestazione si era avuta in mattinata davanti a Palazzo Rosciano, sede dell’Authority per chiedere più diritti per i lavoratori, come la stabilizzazione definitiva e il rinnovo del contratto integrativo scaduto da tre anni. È stata organizzata ieri mattina da Cgil, Cgil e Uil e dalla sezione porto dell’Unione sindacale di base, da un lato, per i dipendenti stagionali di Porto2000, la società dello scalo traghetti e crociere; dall’altra, i lavoratori precari di “Intempo”.
È l’Usb a spiegare le ragioni della protesta per la questione dei precari storici “Intempo” («lavoratori a contratto da circa 15 anni»). La sigla sindacale è però al fianco anche dei dipendenti stagionali della Porto2000, il cui sit-it è stato coordinato dalle tre sigle confederali. «Lavoratori a cui va tutta la nostra solidarietà – rimarca l’Usb – Il problema del lavoro precario nel nostro porto è ormai diventato centrale e non più rimandabile. Per quanto riguarda “Intempo” una delegazione è stata ricevuta dal segretario generale Massimo Provinciali e la prossima settima avremo un incontro con il presidente Luciano Guerrieri».
In ballo è l’esigenza di intervenire «affinché i lavoratori siano finalmente stabilizzati, è una questione non più rimandabile. «Nei prossimi giorni valuteremo se e come proseguire con le mobilitazioni e per il 14 giugno è previsto uno sciopero generale nei porti italiani dopo l’ultimo incidente mortale a Salerno». Rivendicazioni forti anche da parte di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. «Le nostre richieste si articolano prevalentemente su quattro punti – scrivono dai tre sindacati – Un impegno formale e dirimente da parte dell’Autorità di sistema per intervenire sulla crisi che da tempo investe il maggior azionista di Porto 2000, il Gruppo Onorato, crisi che sta purtroppo interessando anche le politiche presenti e future della società che gestisce il porto passeggeri. Rilevando poi che in altri porti è in ripartenza il traffico crocieristico, importantissimo per il porto, la città e il suo indotto mentre a Livorno non vediamo accosti».
Il secondo punto è «l’immediata cessazione della cassa integrazione per tutti i dipendenti, dal momento che i traffici sono tornati quelli soliti del periodo, con centinaia di veicoli e passeggeri imbarcati negli ultimi giorni». Poi una «chiamata urgente di tutte le lavoratrici e i lavoratori precari da anni e accettati nel pacchetto dall’assegnatario» e la «ripresa della trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale scaduto da oltre tre anni. In vista dei prossimi incontri sia con l’azienda e che con l’Autorità portuale auspichiamo le dovute risposte in merito. In caso contrario continueremo a portare avanti il programma di iniziative». —
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