Gioco
Sotto choc il suo ex collega: «Lo avevo visto poco prima»
Jonathan Lonzi aveva il banco proprio di fronte alla vittima «Era una bravissima persona che si godeva la vita e gli affetti Amava il mare e l’agricoltura»
LIVORNO. «Si godeva la vita e gli affetti: Galeno era una bravissima persona, amava la famiglia, in particolare il nipotino nato da un anno. Gli piacevano le gite in barca e lavorare la terra, visto che aveva un appezzamento in via della Padula».
A parlare è Jonathan Lonzi, per una vita vicino di banco di Galeno Arbulla, il pescivendolo di 61 anni morto ieri pomeriggio mentre appena rientrato in barca sugli scali delle Macine. Conosciutissimo al mercato, lo era ovviamente anche fra i suoi colleghi. Lonzi, in particolare, ha il banco di fronte a quello che un tempo apparteneva ad Arbulla. «In campagna si dava molto da fare, amava l’agricoltura».
«Sei in pensione, bella la vita eh!», così un altro ex vicino di attività qualche giorno fa aveva salutato il sessantunenne. Ed è rimasto attonito, ieri pomeriggio, quando ha saputo della morte. «Galeno era una persona splendida – dice il commerciante, che al Tirreno chiede l’anonimato – e veramente sono addolorato dalla tragica notizia. Amava la famiglia e il nipotino in particolare, il mare come la terra, visto che spesso andava a prendersi cura del suo appezzamento di terra in via della Padula. Sua moglie lavorava ancora, in una farmacia della città, mentre lui si rilassava godendosi la pensione. Era ancora giovane, avrebbe avuto tempo per godersi la vita purtroppo», conclude l’ex banconiere del Mercato delle Vettovaglie, vicino di attività di Galeno Arbulla. «Ci avevo scherzato in maniera goliardica l’ultima volta che lo avevo visto, mai mi sarei aspettato un epilogo del genere». —
S. Tag.
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