Il Tirreno

Livorno

Addio al signor Orms, la sua vita in una lettera-testamento: «Vi racconto come ho cominciato»

Federico Lazzotti
Addio al signor Orms, la sua vita in una lettera-testamento: «Vi racconto come ho cominciato»

Vinicio Zannotti aveva 85 anni, la ditta per carrelli elevatori fondata nel 1968 a Stagno. Il ricordo della nipote a cui l'imprendiotre ha affidato le sue memorie 

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LIVORNO. «Mi chiamo Vinicio Zannotti, l’ultimo di tre figli. A otto anni iniziai a lavorare, a piedi scalzi. Perché le prime scarpe mi furono date dal prete quando sfollai a Radda in Chianti, durante la guerra». Comincia così la lettera testamento che il signor Orms, dal nome dell’azienda fondata alla fine degli anni Sessanta, ha dettato alla nipote Letizia qualche tempo fa. Zannotti si è spento ieri a 85 anni. Aveva fondato a Livorno una delle prime ditte specializzata nei carrelli elevatori, che nel corso degli anni è diventata leader del settore. «Serviva – raccontano i figli – le aziende più importanti della costa livornese: Goepesca, Lavinia, Ferrovie dello Stato, Solvay».

Successivamente ha lasciato le redini della società ai figli. «Era conosciuto – proseguono – per il suo fiuto per gli affari, per la spiccata ironia e la sua stravaganza. Ha collaborato con la Camera di Commercio e il Ministero ottenendo certificazioni e autorizzazioni importanti nel settore». Oltre ai figli lascia la moglie Elda e i nipoti. È lo stesso Zanotti, sempre nella lettera scritta con la nipote, a raccontare come la sua avventura è cominciata e cresciuta nel corso degli anni.

«Rischiai la morte – ricorda – quando un soldato tedesco minacciò di fucilarci: era il luglio del 1942, ma grazie a due giovani soldati io e mia sorella riuscimmo a scappare». Tornato a Livorno «sempre piccolissimo», entra nel mondo del lavoro partendo dall’ultimo scalino. «Iniziai tagliando la legna per le monache che in cambio mi davano la merenda. Poco tempo dopo, cominciai a fare il meccanico: prima mi assunse una ditta che si chiamava Giachetti, poi Mancini. Passarono gli anni e mi resi conto che il destino per me avrebbe riservato altro». Nel frattempo sposa la moglie Elda «una bella ragazza dagli occhi azzurri e i capelli biondi». E poco dopo nacquero i due figli: Stefania e Stefano. Nel 1968 la decisione di mettersi in proprio aprendo la ditta Zannotti Vinicio & Co. «Le cose – ricorda – andavano bene e finalmente iniziammo a goderci la vita». La casa di proprietà, le vacanze. E intanto la ditta che aveva sede a Stagno si ampliò.

«Arrivarono molti dipendenti, i figli crescevano e ancora giovane lasciai le redini della Orms». Negli anni sono arrivati quattro nipoti: «Letizia, la primogenita, me la sono cresciuta portandola a Castlel Anselmo ogni giorno con il trattore». Il finale della lettera è il bilancio sincero di un’intera esistenza. «Con mia moglie abbiamo fatto una bella vita, ricca di amore e non priva di litigi. Ma si sa, la vita è così, come una scala fatta di alti e bassi. Così lascio questa vita, nel silenzio di tante parole». —


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