Gioco
Corone di fiori per ricordare le vittime livornesi del 1943 e quelle di tutte le guerre che si combattono nel mondo
Roberto Riu
LIVORNO.Nel mondo sono tanti i luoghi dove non c'è la pace. Praticamente in quasi tutti i continenti del pianeta. Perchè vi è una guerra guerreggiata, oppure una guerra strisciante oppure ancora una situazione di grave instabilità che potrebbe improvvisamente sfociare in un conflitto aperto.
A tutte quelle realtà difficili, talora non lontanissime da noi, sono dedicate le corone di fiori deposte ieri sera dinanzi alla lapide sugli Scali D'Azeglio, proprio dinanzi al Palazzo dell'Aquila nera, che ricorda le decine di vittime rimaste sepolte all'interno di quel rifugio antiaereo durante il tragico e devastante bombardamento aereo americano del 28 maggio 1943.
Quella data rimasta drammaticamente incisa nella storia e nella memoria di Livorno costituisce appunto da diciotto anni il motivo conduttore della “Giornata cittadina per la Pace”, un appuntamento di grande rilevanza istituito nel 2004 dal Consiglio comunale su iniziativa della locale Comunità di Sant'Egidio, un'occasione per proporre al contempo una profonda riflessione anche sul nostro modo di essere e di confrontarci con gli altri, trovando questa volta un ulteriore motivo di meditazione nel guardare all'attuale periodo di pandemia che stiamo vivendo da oltre un anno: «Questo ritrovarci qui – commenta Anna Aiello (Comunità di Sant'Egidio) – ha un valore particolare, non solo perchè veniamo da un anno difficile per tutti quanti, ma perchè questo è stato un anno in cui mentre noi stavamo più o meno chiusi nelle nostre case tanti Paesi del mondo hanno visto una recrudescenza dei conflitti».
E tuttavia questo periodo ha avuto anche altri significati: «È stata una grande prova collettiva – continua - che ha riguardato tutto il mondo e ciascuno di noi che ha sentito gli altri molto vicini, forse per la prima volta dalla guerra mondiale. Essere insieme, affrontare insieme sfide e difficoltà. Io l'ho vissuto con molte persone. Essere insieme nei momenti di prova significa vivere in maniera responsabile metterci dentro tanto calore fraterno».
Sul valore della pace come un qualcosa di concreto si sono soffermati anche monsignor Paolo Razzauti, intervenuto in rappresentanza del Vescovo, e l'assessora Barbara Bonciani, in rappresentanza del sindaco.
La cerimonia sugli Scali d'Azeglio, terminata con la deposizione collettiva di un fiore, ha costituito il momento conclusivo di un percorso avviato già martedì alla ex Circoscrizione 1 e proseguito ieri mattina con una serie di eventi in vari luoghi della città. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
