Il Tirreno

Livorno

la mappa delle sedi 

L’Arma venne costretta a sfollare in altri edifici

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Il bombardamento distrusse completamente «la caserma del comando della Legione sita in via Marradi n° 24, di guisa che – per disposizioni superiori – si rese necessario dislocare» (e qui il documento storico ritrovato negli archivi del comando dell'Arma elenca la nuova mappa delle sedi).

Per «l'ufficio comando, l'ufficio servizio e un distaccamento della compagnia comando legionale» la nuova collocazione venne stabilita «in località Ardenza di Livorno». Invece «l'ufficio amministrazione col magazzino, l'ufficio mobilitazione e la compagnia comando» vennero collocati «in Bagni di Lucca, in tre alberghi requisiti». Quanto ai «comandi del gruppo, della compagnia, della tenenza e della stazione principale alla periferia di Livorno –fra viale Mameli, via Puntoni e via Bartolena – in villini requisiti e da tempo abbandonati dai proprietari per sfollamento: ciò perché la caserma Vittorio Emanuele III lato via del Pantalone dove detti comandi avevano sede, rimasta fortemente sinistrata, era anche contornata da fabbricati pericolanti».

A ciò si aggiunga che «le caserme delle stazioni Porto, San Marco e Torretta, gravemente danneggiate e in parte distrutte, furono abbandonate e i militari alloggiati in altri locali».

Erano quel 1943 in cui il comandante dei carabinieri era stato il colonnello Ugo Galeazzi fino al 15 aprile e successivamente il colonnello Mario Bonansea. «A causa dei successivi bombardamenti aerei che si ripetevano frequentemente, la popolazione viveva in uno stato di profonda depressione fisica e morale per i notevoli danni subiti, per le innumerevoli vittime umane che gli eventi bellici causavano e per le ruberie e i saccheggi che avvenivano nei quartieri». —



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