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Livorno

Il ritorno in grande stile della Pallacanestro Livorno: ecco i motivi per sognare di nuovo

Francesco Parducci
La festa della xsquadra coi tifosi fuori dal Palasport e le lacrime di Burgalassi e Dell’Agnello
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La festa della xsquadra coi tifosi fuori dal Palasport e le lacrime di Burgalassi e Dell’Agnello

Dopo diciotto anni è tornata nel mondo dei professionisti. La promozione in B e tante ambizioni anche grazie all’ingresso di Bandecchi, livornese e presidente della Ternana

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LIVORNO. Si fa presto a dire corazzata. La storia del basket è piena di corazzate che sono colate a picco senza raggiungere i loro obiettivi e in quel caso arrivano puntuali i commenti del tipo: "Le squadre non si fanno con le figurine Panini" o "Non bastano i nomi, ci vuole altro".

Che la Unicusano Pielle si sia presentata ai nastri di partenza di questo campionato così particolare con una squadra forte, anzi fortissima, nessuno può negarlo. Ma fra essere favoriti e vincere i campionati ce ne corre, specie se il campionato, scorciato della metà rispetto al solito. È una specie di corsa di cavalli sui mille metri (per chi se le ricorda....), se perdi la sgabbiata sono guai. E la sgabbiata la Pielle l’aveva persa davvero, il 27 febbraio, data d’inizio del campionato, quando aveva perso a Montale dai ragazzini del settore giovanile di Pistoia, salvo poi faticare moltissimo nelle due occasioni successive, con Spezia in casa e nel primo dei due derby con Don Bosco.

Da Prato l’aveva spiegato. Una stagione strana, senza Coppa Italia né amichevoli precampionato, può richiedere qualche settimana di amalgama a campionato già iniziato. E qualcuno, di certo, avrà pensato a una scusa. E invece. Dalla quarta giornata della prima fase, la Pielle non ha mai vinto sotto i 10 punti di scarto, non ha mai segnato meno di 86 punti, nella fase promozione (contro le migliori, dunque) ha tenuto una media di 94 punti a gara, offrendo gioco e spettacolo e peccato che se lo siano goduto in pochissimi.

Più che una corazzata, una formula1. Ma guidare quei bolidi non è da tutti. Se non sei bravo, vai a sbattere prima di renderti conto di dove sei. Così come non è facile gestire un gruppo con tanti nomi importanti, stabilire gerarchie ben precise e accettate da tutti. E i meriti, enormi, di Da Prato, Fini e della società intera partono da qui. Il resto lo hanno fatto i giocatori e qui a fianco le loro pagelle.

Adesso è il momento di godersi la festa per tutti. E magari sognare ancora un po’ ad occhi aperti, visto che ora c’è una società molto solida (compreso Bandecchi alle spalle) e la voglia matta di riporttare la PL in alto. --

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di Redazione web