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Livorno

Corsie ciclabili a Livorno, viaggio alla Rosa: «Rivedete il progetto, è pericoloso»

Simone Fulciniti
Corsie ciclabili a Livorno, viaggio alla Rosa: «Rivedete il progetto, è pericoloso»

I cittadini bocciano i nuovi spazi per le due ruote: «Rasentano le auto, mancano i cordoli, non sono sicuri: rischio di incidenti alto»  

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LIVORNO. «Queste corsie ciclabili non sono sicure, sono da rivedere». Il commento a caldo di Roberto Serredi è ipercritico verso le nuove ciclabili in corso di realizzazione in città da parte del Comune. Non è il solo a bocciare in toto questa nuova viabilità che in alcuni tratti è già stata ultimata. È un coro di no. L’epicentro delle contestazioni è il quartiere La Rosa, proprio perché il tratto di via Machiavelli più di altri è nell’occhio del ciclone: la corsia si snoda adiacente ad un parcheggio a lisca di pesce.

I pareri, raccolti dal Tirreno nel rione, sono pressoché unanimi: progetto da rivedere. «Io vado in bicicletta - dice Sabrina Bianchi - pertanto qualsiasi cosa venga fatta in questo senso va bene. Alcuni punti delle nuove corsie sono rischiosi, troppo vicini al parcheggio delle macchine e potrebbe capitare qualche imprevisto, specie se alla guida dell’auto c’è una persona anziana».

Le fa eco la madre, Franca Bianchi. «Io non le avevo neppure viste. Ci sono dei tratti davvero pericolosi, sono sbagliate. Devono trovare una nuova soluzione». Francesca Pioli è una giovane studentessa. «Avrebbero dovute farle da un’altra parte, o comunque più distanti. Io non le uso, ma capisco che, per chi va in bicicletta, questa scelta non sia molto sicura. Troppo attaccate alle macchine, basta un nulla succede un incidente. Io sono propensa a piste e corsie ciclabili, ma andrebbero fatte meglio». Serredi riprende e va nei dettagli di quel che non va: «Potevano farle di altri colori, magari davano un po’ più nell’occhio. Poi hanno ristretto le carreggiate, e le macchine dovrebbero andare più piano: c’è sempre quello che va più forte che finisce per dare una botta al ciclista che si sente protetto perché nei confini di una ciclabile. Dove abito io in viale Nazario Sauro, la ciclabile è fatta bene: bellissima, colorata coi due sensi di marcia. Ma con le macchine parcheggiate come qui in via Machiavelli, uno mette la marcia indietro e rischia di prendere un ciclista che passa».

La moglie Marcella Serredi incalza. «Sono pericolose soprattutto le biciclette elettriche che entrano nelle zone ciclabili e vanno forte. Anche su questo si dovrebbe trovare un rimedio. Per il resto, piuttosto che così sarebbe meglio farle sopra il marciapiede. La sicurezza viene prima». Abramo Mazzotta è perplesso, si fa domande. «Secondo me, uomo all’antica, sono pericolose. Dovevano fare una sperimentazione prima, in qualche tratto meno trafficato. Ma non è successo. Stimo molto il sindaco, e mi fido delle sue scelte, ma questa volta se ci fosse stato un referendum mi sarei schierato per il no. A fianco alle macchine c’è pericolo, ma anche dove scorre il traffico. Dovevano fare vere piste ciclabili: per la sicurezza i soldi sono sempre bene investiti. Dove accosta un’auto, sul marciapiede o a centro corsia? E le fermate dell’autobus? Il bus che accosta? Il ciclista che fa? I ciclisti, quelli veri, non vanno sulle corsie, ma chi lo fa, magari un anziano come me, arriva dietro al pullman e si ferma? O dietro la macchina si ferma? Oppure va al centro della corsia? Forse ci abitueremo o forse le leveranno. Speriamo che nessuno si faccia male».

Barbara Cereti ha un figlio di 14 anni e si dice preoccupata. «Gira in zona tutti i giorni in bicicletta: da quando ho visto questo lavoro non sono più tranquilla. Manca la sicurezza. Già i ciclisti non erano sicuri prima, adesso ancora peggio. Anche via dell’Ardenza mi preoccupa molto. Non siamo pronti per questo tipo di cose, dovremmo prima diventare un pochino più disciplinati».

Chiude Roberto Pisani, che elogia il Tirreno. «Questi approfondimenti sono importanti, bene che il giornale se ne occupi. Sono rimasto stupefatto. Ritengo che le corsie fatte così siano molto pericolose. Rasentano le macchie, non c’è cordolo, quando le ho viste non ho capito il criterio e la progettualità usata. L’assessora Cepparello dovrebbe valutare bene i rischi. Molto pericolose sono quelle di via dei Pensieri, specie sulla curva. Per me non sono sicure, anzi sono un’incentivazione agli incidenti. Ritengo che questi soldi potevano servire per altre cose come le decorazioni floreali sulle nuove rotatorie». —

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