Il Tirreno

Livorno

Addio all’artista Ernesto Portas, dalla Spagna a Livorno una vita tra pittura e scultura

Federico Lazzotti
Addio all’artista Ernesto Portas, dalla Spagna a Livorno una vita tra pittura e scultura

È scomparso in ospedale  Aveva 83 anni, nato a Badalona si era trasferito in Italia nel 1962. Oltre alla moglie Sonia lascia   il figlio José e il nipote Samuele

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. La faccia rotonda, la barba bianca, curata, gli occhi piccoli e azzurri, come i colori pastello che usava per dipingere i ritratti sulle sue tele. E quell’accento spagnolo, leggero, che non aveva perso nonostante vivesse in Italia da quasi sessant’anni. Ernesto Portas Vives, pittore, scultore, artista, che nei tratti ricordava Hemingway e Picasso, se n’è andato giovedì sera all’ospedale di Livorno dov’era arrivato sabato con dolori all’addome. Aveva 83 anni, vissuti dentro l’arte e per l’arte. «Quello – dice la moglie Sonia – era rimasto il suo primo amore».

Nato a Badalona nel 1938 aveva raccolta dal padre sculture e pittore amatoriale la passione per l’arte. «A dodici anni – racconta la sua biografia – si iscrive alla prestigiosa Scuola d’Arte Llotja di Barcellona, che frequenta per quattro anni. Le sue doti ricevono in particolare l’attenzione del professor Roig Baricat, pittore impressionista e stimato uomo di cultura, che lo conduce con sé a vivere l’esperienza della pittura en plein air». La svolta, però, arriva nel 1962 quando realizza il sogno di andare a Firenze, dove frequenta l’Accademia delle Belle Arti. Quello che accade cinque anni più tardi lo racconta la moglie. «In seguito all’alluvione di Firenze si trasferì da un amico collezionista a Castiglioncello. Poco dopo ci incontrammo: io avevo vent’anni, lui otto in più».

Da allora non si è più allontanato da Livorno e dalla sua arte. «Negli anni ’70 – si legge – trova nell’amico Emilio Giovanneschi un rapporto di solidarietà e di continuo sostegno, in un sodalizio che da allora ne accompagna il processo di affermazione. Le iniziative espositive, ridotte durante gli anni ’80, riprendono intense dal decennio successivo in tutta Italia e in Spagna. Nel 2003 la pinacoteca Amedeo Modigliani allestisce una sua mostra con catalogo con testo critico di Nicola Micieli. Nel 2004 approda al Museo di Arte Contemporanea italiana in America a San Josè in Costa Rica che conserva una sua opera ed ha allestito una sua personale a cura di Gregorio Rossi e Chiara Filippini pubblicando un catalogo a lui dedicato». Oltre alla moglie lascia il figlio José e il nipote Samuele. E tutta la sua arte. —

Federico Lazzotti

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web