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Livorno

Corsie ciclabili a Livorno critiche e proteste in consiglio comunale: «Così i ciclisti rischiano molto»

Simone Fulciniti
Corsie ciclabili a Livorno critiche e proteste in consiglio comunale: «Così i ciclisti rischiano molto»

Le opposizioni: «Serve buonsenso, questo è solo un caos». L’assessora: «Ci sono in tutta Europa, faremo migliorie»

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LIVORNO. Il consiglio comunale si apre con un acceso dibattito sul tema delle nuove ciclabili in corso di realizzazione in città. Corsie previste dal codice della strada, uno dei primi passi del Pums (piano urbano della mobilità sostenibile), recentemente approvato. Nelle ultime ore sono stati in parecchi, specie sui social network, coloro che hanno criticato severamente alcuni tratti già realizzati, nella fattispecie quello di via Machiavelli, nei pressi della circoscrizione 5, dove la corsia si snoda adiacente ad un parcheggio a “lisca di pesce”.

Subito dopo l’appello, il presidente Pietro Caruso da la parola al consigliere Luca Vecce (M5S) che apre le danze. «Voglio lanciare un grido di allarme per quello che succede in città. Siamo stati sommersi di telefonate, mail, incontri per queste nuove piste ciclabili, o meglio per questi attentati ai cittadini. Vogliamo capire come sono state concepite. Anche se sono consentite dal “Decreto Semplificazioni”, non è accettabile che vengano realizzate in certi punti. Sembra di essere su scherzi a parte. Piste ciclabili che corrono parallele ai parcheggi di macchine. Uno fa marcia indietro e prende in pieno il ciclista. E poi in zona Ciomei, sotto il ponte della Rosa davanti a una fermata, luogo di manovra per i bus. Un’area complicata, anche con tutte le attenzioni del caso. Chi ha disegnato il progetto? L’assessora? La ditta? Qualche tecnico? Occorre fare chiarezza. Qualcuno deve assumersi la responsabilità. È stato un errore? La rimozione deve essere immediata prima che qualcuno ci lasci la pelle».

Decisa la risposta dell’assessora Giovanna Cepparello. « Queste sono corsie ciclabili, non piste, contemplate dalla legge, dedicate e non riservate alle bici, anche vicine ai parcheggi. Noi con prudenza, anche se non era dovuto, siamo andati a vedere come le realizzano nei paesi con esperienza trentennale come la Germania, dove hanno ridotto la pericolosità delle strade. Laggiù lasciano uno spazio di 30- 50 cm che qui non è previsto; e abbiamo seguito l’esempio. Rendono l’automobilista più attento, e il ciclista protetto. Inoltre hanno dei vantaggi: si fanno velocemente, e costano molto poco, cinque euro al metro. Ci tengo a sottolineare che risolvono un problema annoso. Laddove la carreggiata è ampia le auto va veloce; con la corsia si restringe aumentando la sicurezza di tutti. La carreggiata deve diventare un luogo condiviso».

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Andrea Romiti (Fratelli d’Italia) riparte all’offensiva. «La Germania ha cominciato nel 1997 nelle zone 30, poi nel 2014 ha allargato. Tanti anni dopo e la gente aveva imparato. Noi invece di punto in bianco le troviamo nelle zone dove non c’è il limite 30. Ed è evidente che ci sono rischi, anche se è azione consentita dalla legge. Dovevamo partire da strade più interne ai quartieri, meno trafficate».

Critica anche la posizione di Costanza Vaccaro (Lega). «Le ciclabili andrebbero fatte con buonsenso. L’ecologismo deve essere inserito in un quadro urbanistico. A Milano situazioni del genere hanno portato a incidenti. Noi dobbiamo prevenire, seguire le priorità e non le follie ideologiche “Gretine”».

Lucia Grassi (M5S) fa richieste precise. «Chiediamo la rimozione immediata del tratto davanti alla circoscrizione 5. Poi vedremo negli altri sette chilometri cosa avete combinato. Fate comparazioni con paesi dalla grande cultura della bicicletta. Qui si vuole passare da zero a cento in un secondo. E chiediamo la rimozione del responsabile politico del progetto per queste cose vergognose».

Interviene anche Valentina Barale (Buongiorno Livorno). «Quella situata davanti alla circoscrizione ci è sembrata un azzardo. Il fatto che siano a norma di legge, non è sufficiente. Servono le scelte giuste, valutare caso per caso per caso».

In supporto di Cepparello arrivano Marco Talini (Futuro). « La realtà è che in questa città c’è una forte avversione alla circolazione con la bicicletta. Le corsie determinano un aumento della sicurezza. E sulla sicurezza stradale non si scherza». E Paolo Fenzi (PD)« C’è in atto un cambiamento culturale: l’esperienza del covid ci ha insegnato anche a muoverci differentemente. Dobbiamo crescere, non spaventare».

In chiusura la parola torna all’assessora Cepparello che annuncia piccoli interventi riseptto al progetto. «Gli otto metri dietro la circoscrizione sono stati visionati e saranno leggermente modificati. Questo per dire che, giorno per giorno, i lavori verranno seguiti e in caso modificati, anche se rispettano la legge». —

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di Redazione web