Gioco
Dai giocattoli ai mobili nello spazio del dono non si butta via niente con il riuso creativo
Taglio del nastro per “Evviva”, alla stazione ecologica di via Cattaneo dove si raccolgono oggetti in buono stato da regalare o trasformare
Simone Fulciniti
LIVORNO. Taglio del nastro per “Evviva”, centro del riuso creativo. Uno spazio “del dono” (in via Cattaneo, contesto raccolta Livorno Sud) dove i livornesi potranno consegnare oggetti che vogliono buttare: elettrodomestici, attrezzi, libri, giochi per l’infanzia e molto altro, basta che siano in buono stato e funzionanti. A quel punto il personale effettuerà une verifica e quindi indirizzerà il bene verso l’esposizione al pubblico per la vendita, l’ utilizzo artistico o la donazione per persone in difficoltà. Un progetto fortemente voluto da Aamps e Amministrazione Comunale. «Una grande emozione – dice Raphael Rossi, amministratore unico di Aamps – Abbiamo trovato nella cooperativa sociale Brikke Brakke un gruppo formidabile al quale affidare la gestione. Il logo Evviva, parla della caratteristica principale di Livorno, ovvero la vitalità, ed evidenzia come una cosa destinata a diventare rifiuto in realtà è viva e può essere utile per qualcuno. Magari con creatività». L’assessora Giovanna Cepparello invita i livornesi a donare. «Un centro che ci consentirà di fare ancora meglio, quello che già Livorno sta facendo bene. Negli ultimi due anni in città ha ridotto di 40 kg pro capite la produzione di rifiuti. Un dato importante. Che può essere migliorato». Prevista una "biblioteca degli oggetti", che permetterà di prendere cose usate raramente e poi riconsegnarle. Anche l’assessore Andrea Raspanti non ha voluto mancare l'appuntamento, evidenziando lo spessore sociale del progetto. «Il fatto che il centro sia stato affidato a realtà del terzo settore, che non hanno finalità commerciali – spiega – , è elemento caratterizzante. Stiamo inoltre lavorando per definire un protocollo col servizio sociale del comune, che garantisca un servizio ulteriore alle famiglie meno abbienti.». In occasione dell’apertura è stata allestita una mostra "Dudadé" che coinvolge dieci tra creativi e designer del territorio, ai quali è stato affidato il compito di rielaborare creativamente dieci armadi con scrittoio degli anni 60, donati alla causa da Arianna e Francesca Orlandi: Almone Bonucci, Bendy, Buda, Paolo Marchi, Valerio Michelucci, Stefano Pilato, Laura Sgherri, Stalla, Studio 70mq e Pamela Rotondi, questi i loro nomi. «Sognamo di fare un festival dedicato all’arte del riciclo – dice Riccardo Bargellini, della cooperativa – . E vogliamo coinvolgere le scuole sui temi dell’educazione ambientale». —
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