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Livorno

Cena e coprifuoco alle 23, la gioia dei ristoratori livornesi: «Si ritorna a respirare»

Gianni Tacchi
Cena e coprifuoco alle 23, la gioia dei ristoratori livornesi: «Si ritorna a respirare»

Viaggio durante la prima serata nei locali con un’ora in più di apertura. «L’incubo è quasi finito. Ma la vera svolta sarà a giugno» »

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LIVORNO. Un altro passo verso la normalità, un’ora in più che oggi fa la differenza. È vero che il vento forte e le temperature ancora basse continuano a creare problemi ai ristoratori livornesi per le cene all’aperto, ma è altrettanto vero che si va verso l’estate e ora dai locali arriva una ventata di ottimismo per le prossime settimane. «Finalmente si vede davvero la luce in fondo al tunnel», dice chi ha un’attività nel settore della ristorazione. Una luce vista per la prima volta nella serata di ieri, primo giorno di coprifuoco alle 23 e non più alle 22, nonostante le condizioni meteorologiche tutt’altro che favorevoli.

Come spiegano gli stessi ristoratori, un’ora in più per il servizio serale è già «una svolta sia per l’organizzazione della cucina sia per invogliare le persone ad andare a cena fuori». «Anche chi esce dal lavoro alle 20 - aggiungono - ora può venire al ristorante senza grossi problemi, senza dover guardare l’orologio ogni dieci minuti per rientrare in fretta a casa. E a breve la situazione sarà ancor più vantaggiosa». Sì, perché dal 7 giugno il coprifuoco scatterà a mezzanotte, mentre dal 21 verrà completamente abolito. Tutto senza dimenticare che a partire dal 1° giugno torneranno a lavorare di sera anche i locali al chiuso, come stabilito dall’ultimo decreto Covid sulle riaperture.

Il coprifuoco alle 23

«Siamo soddisfatti, stiamo per tornare alla normalità dopo mesi da incubo», interviene Valerio Simoni dall’enoteca Vizi e Virtù di via San Jacopo in Acquaviva. Per Simoni è il momento di dire «basta al coprifuoco perché dopo un anno e mezzo di convivenza con il Covid siamo esasperati», ma intanto può «accettare prenotazioni alle 21 perché poi ci sono due ore per cenare e rientrare a casa». E già ieri sera è andata così.

Proprio Vizi e Virtù ha avviato una collaborazione con un’altra enoteca della città come il Forte San Pietro, nel cuore della Venezia, per un progetto legato alla riapertura della Fortezza Nuova. «Speriamo che il lavoro possa riprendere davvero - le parole di Dario Spagnoli, titolare del Forte San Pietro - per ora con il coprifuoco alle 22 abbiamo lavorato tanto a pranzo e poco a cena, colpa anche del vento e del freddo, ma in vista dell’estate siamo fiduciosi. Adesso sta alle persone, ai nostri clienti: dopo un inverno di restrizioni devono cambiare mentalità e tornare a uscire di sera, ma sinceramente non credo che sarà un problema».

Verso la normalità

Alla Barrocciaia in piazza Cavallotti ripetono che «ora sembra tutto in discesa, un po’ perché si avvicina l’estate e un po’ perché i vaccini stanno dando risposte ottime». A dirlo è Federico Martinelli tra un “crudo, verde e fantasia” e l’altro: «Finalmente si torna a respirare. Il coprifuoco alle 23 rappresenta un orario consono per chi ha un’attività del genere: la cucina lavora meglio, i clienti prenotano e vengono volentieri. È chiaro poi che la vera svolta sarà nella seconda metà di giugno».

Anche Giacomo Cardosi, che insieme alla famiglia gestisce il ristorante Porto di Mare sul viale Italia, guarda come cambierà il coprifuoco nelle prossime settimane e sottolinea «la soddisfazione perché finalmente c’è un quadro più chiaro, ci sono delle prospettive». «Venire in un ristorante come il nostro, dove si mangia soprattutto pesce, ed essere a casa alle 22 significa spendere, non godersi la cena e fare anche le rincorse. E infatti fin qui il lavoro è stato inesistente. Da stasera (ieri sera, ndr) le cose iniziano invece a cambiare, un’ora in più ci aiuta molto».

«Finalmente ora può passare anche una mezz’ora tra l’antipasto e il primo - chiude Michelangelo Rongo, titolare e chef del ristorante Aragosta in piazza dell’Arsenale, insieme alla moglie Betty De Stefano - la nostra è una clientela abituata a venire presto e a finire di cenare intorno alle 22-22,30, quindi il coprifuoco alle 23 ci consente di lavorare quasi come nell’epoca pre-Covid. Oggi il vero problema è il maltempo, soprattutto il vento: così è dura cenare all’aperto». —
 

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