Gioco
«Rilanciamo l’idea degli orti urbani di via Goito al Podere Loghino»
L’iniziativa di Comitato, Ex Caserma e Asia: «Il Comune apra i grandi spazi verdi sul viale Boccaccio ai cittadini»
Matteo Scardigli
LIVORNO. Il comitato Orti Urbani di via Goito scende in campo (con l’Ex Caserma Occupata e l’Asia-Usb) per difendere il Podere Loghino.
Per questo ha organizzato una giornata presso l’area verde (di circa tre ettari) che si trova tra viale Boccaccio e via Piemonte, cominciata con un’assemblea per affrontare l’argomento con i residenti del quartiere e proseguita con un simbolico lavoro di pulizia.
«Qui c’è una storia particolare – spiega Stefano Chiellini, del comitato –. Una prima zona è stata aperta, una seconda invece è transennata, abbandonata da cinque anni, nonostante si pronta per essere vissuta. Noi abbiamo pensato di chiederne al Comune l’immediata apertura, perché abbiamo necessità di spazi verdi. È inutile tenere un posto del genere nelle condizioni attuali, in preda ad una futura speculazione edilizia, cosa accaduta per il Loghino (che rappresenta un quinto dell'area) in una vicenda spinosa dove ci sono indagati e la magistratura sta facendo le sue indagini, dove un terreno stimato oltre un milione è stato venduto all’asta per meno della metà. Verranno fatte palazzine a schiera su un terreno comunale. Una cosa assurda. Quindi, oltre l’apertura del parco, chiediamo l’immediato ritorno in possesso di questa area da parte del Comune. Questa è la nostra posizione. Facciamo l’assemblea pubblica col quartiere per far capire la reale situazione. Lunedì – aggiunge – avremo un incontro con la giunta e l’assessora Cepparello, che ci spiegherà l’intenzione su questa area».
L’esperienza di via Goito ha evidenziato come la sinergia tra giovani ed anziani permetta crescita culturale ma non solo: «Gli orti di via Goito sono nati affinché non venisse costruito in quella zona – racconta Franco Mattolini, ortolano -. Poi la gente si è appassionata, ha imparato a lavorarli e adesso sono ben coltivati. Frequentati da chi ha bisogno di uno svago, da anziani, disabili e ragazzi autistici, che possono stare tranquilli all’aperto. E qui in Coteto la prospettiva è la stessa. L’importante è avere dal Comune la possibilità di pulire. Rimettere in movimento un luogo abbandonato. Poi potremo fare orti, agricoltura biologica, c’è chi ha voglia di dare una mano. In passato fummo denunciati, per occupazione del suolo pubblico, ma poi assolti per non aver commesso il fatto. Qui non è privato, speriamo vada tutto bene».
C’è anche Ephraim Pepe, a rappresentare i residenti. «Recuperare uno spazio poco conosciuto anche da noi del quartiere - dice - è una bella opportunità per capire e cercare di valorizzare quest’area. Aiutando a risolvere la vicenda del Loghino che ha messo in imbarazzo perfino l’amministrazione». —
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