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Ristoratori livornesi, appello al sindaco Salvetti: «C’è quell’avanzo di bilancio...»
Sanna e Marcantoni (Tni) chiedono un aiuto concreto invece del silenzio «Il settore è al collasso, il Comune può utilizzare parte di quei 5,3 milioni di euro»
LIVORNO. «Solo un ristorante su due ha riaperto. Il settore è al collasso e non si può attendere oltre. Nel 2021 non abbiamo avuto un centesimo di risarcimento. Aspettiamo risposte dal governo, ma anche dal sindaco Luca Salvetti, che nell'ultimo incontro che abbiamo avuto con lui ci ha promesso aiuti che ancora non si sono visti».
È quanto dichiarano Fabio Sanna e Luca Marcantoni, rispettivamente direttore provinciale e vicedirettore provinciale di Tni Italia, a proposito della situazione dei ristoranti livornesi che ancora oggi si trovano a confrontarsi con le restrizioni dovute alla pandemia di coronavirus. Le parole dei rappresentanti dei titolari di ristoranti sono principalmente rivolte al sindaco.
«Il bilancio comunale ha un avanzo di 5,3 milioni di euro. Sono risorse spendibili subito, da destinare a fondo perduto alle nostre imprese, rimaste chiuse a tutela della salute pubblica. Il sindaco – proseguono Sanna e Marcantoni – si era preso l'impegno di istituire un fondo per le startup ed un fondo perduto, il “Restarter”, per sostenere la ripartenza delle attività. Ma anche su questo fronte non abbiamo ricevuto risposte. Torniamo perciò a chiedere interventi urgenti a sostegno di una delle categorie più colpite dalla pandemia. Inoltre, dopo diverse sollecitazioni cadute nel vuoto, torniamo a chiedere un incontro con sindaco e assessori competenti». Insomma, Sanna e Marcantoni – due apprezzati ristoratori livornesi – mostrano grande amarezza per il silenzio di Palazzo Civico dopo le promesse ricevute nei precedenti incontri. Intanto però va detto che il Comune di Livorno ha confermato gli aiuti del 2020, come l'eliminazione della parte variabile dalla tariffa dei rifiuti, suolo pubblico gratuito e esenzione dell'imposta sulla pubblicità per le insegne fino a cinque metri. «Sì, lo sappiamo, ma questi provvedimento non bastano – concludono i due rappresentanti di Tni Italia – Si tratta di briciole, tanto più che ancora il mondo della ristorazione non è tornato a lavorare a regime. Servono risposte concrete e immediate a tutela di un settore che è un patrimonio, anche occupazionale, per il nostro territorio e l'intero Paese».
In sintesi i rappresentanti dei ristoratori chiedono che il Comune li riceva e decida una volta per tutte di muoversi concretamente, fornendo aiuti mirati a un settore come quello della ristorazione, che dopo il lockdown della primavera 2020 e le chiusure che si sono susseguite nell’ultimo anno per il contenimento della pandemia, rischia di non rialzarsi più. Anche la riapertura con tavoli all’esterno e soltanto fino alle 22 concessa finora non consente ai ristoranti un quantitativo di lavoro adeguato. —
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