Il Tirreno

Livorno

La benedizione del vescovo 

Tecnologia avanzata per tre mezzi-novità in nome della sicurezza

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LIVORNO. L’inaugurazione è una benedizione ed è il vescovo Simone Giusti a impartirla. Non è un caso: è il giorno della festa della Madonna di Montenero ed è alla patrona che vengono “affidate” le attività di chi lavora. A dirlo è il numero uno del gruppo, Piero Neri. Riservato com’è, non dirà mai che è anche il giorno del suo compleanno. Peraltro, alla cerimonia presenziano non solo le istituzioni civili e militari ma anche le varie generazioni di questa dinastia di imprenditori, secondo un radicato uso di famiglia: dal cavalier Piero, appunto, fino alle giovanissime leve come Francesco, Giacomo, Piero junior arrivando a Costante, nove anni, passando per la generazione di Corrado, della sorella Francesca e del cugino omonimo, solo per citarne alcuni.

Nella darsenetta ecco tre rimorchiatori-novità impavesati a festa: sono il “Calafuria”, il “Romito” e il “Gabriella Neri”, madrine Nicoletta Landi, Vivalda Brusco e Gabriella Poli. Sono tre «gioielli della tecnologia più avanzata nel settore»: l’assoluta manovrabilità che mette insieme la propulsione azimutale tipo “tractor” (sotto la prua) e il limitato pescaggio dei mezzi di classe “stern” (sotto la poppa). Con una rilevante potenza di tiro («ben 81 tonnellate a punto fisso e 93 in operazione escort»), ma anche utilizzabilità in operazioni anti-inquinamento e impiego anti-incendio («con 3mila metri cubi all’ora»). —

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di Redazione web