Gioco
Perde le gambe a 22 anni, il giovane cuoco disoccupato in aiuto di Christian: «Ho donato ciò che potevo»
Livorno, Claudio D’Errico è un volontario sulle ambulanze della Misericordia: «Sono ancora scosso, spero che il mio aiuto possa servire»
LIVORNO. La pandemia gli ha tolto il lavoro e lo stipendio. Claudio D’Errico, 33 anni, faceva il cuoco nei ristoranti livornesi. Ma la passione, quella che lo porta ogni giorno ad aiutare gli altri, non l’ha mai persa. Ed è con questo spirito – nonostante la disoccupazione e la continua ricerca di un impiego – che il giovane, volontario sulle ambulanze della Misericordia di via Verdi, ha deciso di donare 90 euro per Christian Volpi, il ventiduenne rimasto senza le gambe dopo l’incidente in scooter di mercoledì scorso in via di Levante, mentre stava tornando a casa dal babbo, nel quartiere di Salviano.
Claudio è in compagnia di oltre quattromila persone che sulla piattaforma web Gofund.me (l’indirizzo per contribuire è www.gofundme.com/f/ raccolta-fondi-per-chri) hanno donato oltre 120.000 euro per far tornare a una vita quasi normale l’allenatore dell’Unione canoisti livornesi di Tombolo, consentendo alla famiglia di sostenere tutte le spese per la riabilitazione e l’acquisto delle future protesi. Non solo per camminare, magari anche per l’attività sportiva che vorrà intraprendere. «L’amputazione è avvenuta sopra il ginocchio per entrambi gli arti – si legge infatti sulla pagina della sottoscrizione – e si presume che le protesi possano costare più di trentamila euro l’una. In più ci sarà un percorso di riabilitazione sia fisico che psicologico in centri specializzati, le spese per poter rendere casa sua agevole per una sedia a rotelle, compare una macchina che sia in grado di far salire, portare o far guidare una persona con la sua disabilità e molto altro».
«Se il mio piccolo gesto può permettere a Christian di stare meglio sono contentissimo – racconta D’Errico – dato che dalla sua storia sono rimasto scosso per giorni. Non è possibile perdere le gambe a 22 anni e dobbiamo fare di tutto, ora, per migliorare la vita di questo ragazzo». Il soccorritore ha conosciuto Volpi cinque anni fa. «È un ragazzo stupendo – prosegue il volontario – ma anche se non lo avessi conosciuto, avrei donato quella cifra (in due tranche, prima 50 euro, poi 40 ndr). Così hanno fatto tantissimi livornesi e non solo, visto che siamo arrivati a una cifra importantissima, che non mi sarei mai aspettato».
Claudio, da soccorritore, quella notte non era di turno in via Verdi. Sono stati i suoi colleghi – insieme agli altri di turno alla Svs di Ardenza – a rispondere alla chiamata del 118 per l’incidente di via di Levante. Sono arrivati subito, con il medico, nell’arco di pochi minuti. Proseguendo il lavoro iniziato da un commesso di un supermercato e di due guardie giurate che, in stretto contatto con la centrale operativa dell’ospedale, con lacci e cinture di fortuna hanno fermato la fuoriuscita di sangue e tamponato, con dei giacconi, le ferite. «Nella drammaticità dell’accaduto – prosegue D’Errico – la cosa importante è che Christian possa vivere. Fortunatamente non ha avuto lesioni alla testa. Nei tanti incidenti in cui sono intervenuto come soccorritore, purtroppo, i problemi derivavano quasi tutti dalle lesioni craniche. In questo caso, grazie a Dio, sopra la vita è rimasto praticamente illeso. E adesso bisogna fare di tutto affinché torni alla quasi normalità, anche senza le gambe».
«Lo aspetto presto fuori dall’ospedale – continua D’Errico – perché Christian è veramente un ragazzo che merita il meglio. Sono rimasto scioccato quando, leggendo Il Tirreno, ho visto la sua foto sul giornale. Con i colleghi non avevo parlato, non mi avevano detto che era lui la persona coinvolta, l’ho scoperto diverse ore dopo. Non potevo credere che una cosa del genere fosse capitata a lui, una persona così buona».
Già all’atto della prima donazione di 50 euro, Claudio, aveva scritto: «Non è molto, ma è tutto ciò che potevo dare». E lo era davvero, a maggior ragione dopo la seconda da 40, inviata ieri mattina attraverso Gofund.me. Perché – come molti addetti alla ristorazione – da mesi è senza lavoro. «Purtroppo il ristorante in cui facevo l’aiuto-cuoco a novembre ha chiuso – prosegue D’Errico – per questo sto cercando altro, mandano il curriculum in altri locali, nella speranza di poter tornare presto a lavorare. In ogni caso, anche in un momento così difficile, non bisogna rinunciare ad aiutare gli altri, perché c’è sempre chi ha più bisogno, come Christian e la sua famiglia. Nelle ristrettezze economiche sono contento che in tanti abbiano risposto con me, donando via Internet o con un bonifico al padre ciò che potevano». —
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