Gioco
Guerra in Medio Oriente, a Livorno bandiera palestinese appesa sul monumento a Ciano
Video del drone sull’iniziativa di Potere al Popolo ed Ex Caserma Occupata. Nel pomeriggio in piazza la protesta: «Solidarietà al popolo che non si arrende»
LIVORNO. C’è un video che gira sui social in cui si vede il momento esatto in cui quattro persone – tutte con la mascherina – fanno scivolare dalla cima del monumento a Ciano una bandiera palestinese gigantesca. Poi la fissano con delle corde, si affacciano e ammirano il risultato dell’installazione-provocazione. Nell’introduzione del filmato, girato con un drone e firmato da Potere al Popolo e dal’Ex Caserma Occupata, si legge: «Livorno, 15 maggio 2021. Giornata internazionale dell’inizio della Nakba». E poi una piccola spiegazione: «La Nakba è l’esodo della popolazione palestinese dopo la fondazione dello Stato di Israele. Nakba è il nome assegnato a questo evento dalla storiografia».
Quella organizzata la mattina di sabato 15 maggio è solo una delle iniziative a Livorno per sostenere il popolo palestinese nella nuova guerra in Medio Oriente. L’altra è andata in scena nel pomeriggio in piazza Grande dove un corteo di un centinaio di persone ha sfilato per le vie del centro al grido di «Palestina libera».
«Durante gli ultimi giorni di ramadan il governo israeliano – spiegano gli organizzatori ricostruendo gli ultimi giorni – decide di sfrattare illegalmente e senza alcun riguardo diverse famiglie palestinesi nel quartiere di Sheikh Jarrah, a Gerusalemme est, così come aveva fatto a Hebron e in diverse città palestinesi. Alla fiera resistenza di un popolo senza amici, Israele ha risposto con una escalation militare – si parla di più di 2.000 raid aerei – che non è destinata a finire presto. A Gaza, le madri palestinesi piangono la morte di più di 120 tra uomini, donne e bambini. Di fronte alla barbarie, non rimarremo in silenzio ancora una volta: questo non è un caso eccezionale ma è la norma per Israele e per la sua politica di oppressione sul popolo palestinese. Chiediamo la fine dell’occupazione, la fine di uno stato basato sull’appartenenza religiosa, la fine dei bombardamenti e soprattutto la fine della disumanità israeliana. Non lasciamo che le grida di disperazione rimangano inascoltate».
Così, per dare maggiore forza alla protesta, gli organizzatori hanno scelto il monumento a Ciano per installare la bandiera palestinese. Che in questo modo è stato possibile notare da buona parte della città. Un luogo, quello che si trova a metà del percorso tra la devozione per la Madonna, il blu del mare e il Monte Burrone, da sempre al centro di critiche, polemiche e progetti mai portati a termine. Tanto che ormai quello che doveva essere il piedistallo che sosteneva la statua di Costanzo Ciano vestito da marinaio è completamente abbandonato dalla fine della Seconda Guerra mondiale. L’ultima proposta per dargli una seconda vita arrivò qualche anno fa dal fumettista Daniele Caluri che lanciò l’idea di trasformarla nel deposito di zio Paperone. Chissà che effetto avrebbe fatto oggi il personaggio della Disney con la bandiera della Palestina. —
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