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Livorno

Da via Roma al mare, a Livorno ora spuntano sette chilometri di corsie per le biciclette

Da via Roma al mare, a Livorno ora spuntano sette chilometri di corsie per le biciclette

Saranno senza cordolo, direttamente sulla carreggiata. Martedì 18 maqggio il via ai lavori. Novità anche ai grandi incroci

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LIVORNO. Domani i tecnici del Comune inizieranno a mettere i cartelli. Martedì 18 maggio, come fa sapere l’assessora alla mobilità Giovanna Cepparello, partiranno i primi lavori. Nell’arco di un mese in città spunteranno circa sette chilometri di nuove corsie per le biciclette. Attenzione: non stiamo parlando di piste ciclabili vere e proprie, come quella che ad esempio corre lungo gli scali Novi Lena, direttamente sulla strada, protetta dal cordolo. Stiamo parlando di spazi che saranno riservati alle bici sempre sulla carreggiata, ma disegnati a terra con la vernice.

È stato il decreto Semplificazioni, convertito in legge (la 120 del 2020), a dare ai Comuni la possibilità di realizzare queste corsie con l’obiettivo dichiarato di «migliorare la viabilità ciclabile in modo semplice e veloce». L’amministrazione ha deciso di seguire questa strada andando a realizzare più di 7 chilometri di corsie in mezza città – compresa la centralissima via Roma – più quattro “case avanzate”, ovvero gli spazi che saranno riservati alle bici in corrispondenza degli incroci che hanno il semaforo.

Le nuove corsie saranno disegnate in: via dell’Ardenza e tratto di collegamento con via Cattaneo su via Machiavelli; via dei Pensieri; via Roma (da piazza Roma all’Attias); via Don Aldo Mei; via Filzi, via Pera e via Cestoni, con breve tratto in via Mastacchi; via di Salviano, viale del Risorgimento, via Don Bosco; via del Crocino e via di Collinaia. Non proprio strade secondarie, insomma, ma tratti anche molto trafficati dai livornesi. I lavori – fa sapere Cepparello – partiranno martedì proprio da via dell’Ardenza. Qualche esempio per capire come saranno trasformate queste strade: in via Roma la corsia ciclabile correrà a senso unico da piazza Roma a piazza Attias, costeggiando la fila dei parcheggi lato destro. In via dei Pensieri e in via di Collinaia, invece, le corsie saranno realizzare su entrambi i lati della carreggiata, seguendo le due diverse direzioni di marcia delle auto. È chiaro che in tutte queste strade la carreggiata riservata alle auto e agli scooter andrà a ridursi.

«Ma ci sono città – controbatte l’assessora – che le hanno fatte anche in presenza di carreggiate strette: noi le abbiamo progettate dove comunque rimarrà spazio a sufficienza perché le auto non le calpestino o, nel caso dei bus, vadano a toccarle il meno possibile. E abbiamo anche deciso di lasciare uno spazio, una sorta di zona franca di una cinquantina di centimetri, a separare le corsie ciclabili dai parcheggi: un po’ come viene fatto in Germania, per lasciare uno spazio di manovra a chi ad esempio apre lo sportello o esce da un parcheggio, tenendo più in sicurezza possibile il ciclista». Attenzione: queste corsie sono «dedicate ma non riservate alle bici», come dice la stessa Cepparello: non si rischia quindi che aumentino gli incidenti? «Intanto – controbatte – la legge dice che possono essere percorse da altri mezzi solo per brevi tratti e solo se necessario perché la dimensione della carreggiata non consente di fare diversamente. Poi stabiliscono il principio che il ciclista ha il diritto di esistere sulla strada. E restringeranno almeno visivamente la carreggiata in strade dove le persone tendono ad andare veloce, contribuendo quindi a renderle più sicure. Per noi possono solo migliorare la situazione, anche se è chiaro che non hanno lo stesso livello di sicurezza di una pista con cordolo». Quindi, attenzione comunque agli altri mezzi.

Quanto invece alle prime “case avanzate”, pensate per proteggere la svolta a sinistra dei ciclisti agli incroci, saranno in via Machiavelli, via dell’Ardenza, via di Salviano all’incrocio con il viale Del Risorgimento e in piazza Roma. I tecnici disegneranno un rettangolo rosso con l’immagine delle due ruote in corrispondenza del semaforo, davanti alla fila delle auto, in modo che allo scattare del verde le bici siano le prime a partire. —

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