Il Tirreno

Livorno

LA SOLIDARIETà

"Forza Christian, siamo tutti con te": raccolti oltre 100.000 euro dopo l'incidente in scooter

Stefano Taglione
A sinistra lo striscione appeso fuori dall'ospedale, a destra Christian Volpi
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A sinistra lo striscione appeso fuori dall'ospedale, a destra Christian Volpi

Livorno: il ragazzo, nello schianto in via di Levante, ha perso le gambe. Il padre: "Useremo quei soldi per le cure, commosso dall'affetto dei livornesi"

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LIVORNO. Il cuore dei livornesi batte forte. E non delude mai. Perché nelle tragedie, questa città, sa sempre qual è la cosa giusta da fare. Correndo ad aiutare chi ha bisogno. Anche stavolta, di fronte al dramma di un ragazzo di 22 anni rimasto senza gambe, la solidarietà non è mancata.

Christian Volpi non è solo. Non lo era mercoledì 12 maggio in via di Levante, quando dopo lo schianto in scooter un commesso della Pam e due guardie giurate gli hanno salvato la vita stringendogli dei lacci e delle cinture all’inguine e fermandogli l’enorme perdita di sangue spogliandosi dei giacconi. Non lo è oggi, tre giorni dopo il dramma, con centomila euro racconti grazie a una sottoscrizione su Internet partita dai suoi amici per consentirgli cure e future protesi al posto delle gambe amputate.

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Il padre, Roberto Volpi, è commosso. Non si sarebbe mai aspettato un affetto del genere. Un sostegno mai visto prima d’ora. Ieri mattina, durante il “passo” in rianimazione, ha provato a spiegarlo a suo figlio. Che è cosciente e dopo poche ore è stato trasferito nel reparto di ortopedia. «Non può rendersene ancora conto – dice il babbo – perché finché era in rianimazione non poteva comunicare con nessuno. Ho ricevuto chiamate da tutta Italia, anche dal presidente della Federazione italiana canoa e kayak, Luciano Buonfiglio, che giovedì scorso (nel giorno della sua elezione nella giunta del Coni) ha pianto con me al telefono. Christian lo conoscono in tanti, due settimane fa era a Milano per i campionati italiani di canoa, con i ragazzi che allena. Mi hanno contattato anche da alcune associazioni per fornirgli le protesi. Lui non vede l’ora di tornare a bordo e riprendere il lavoro iniziato con i suoi allievi. Il simbolo della nostra società, l’Unione canoisti livornesi, è l’araba fenice. Risorge dalle ceneri: ora non è più solamente una storia sportiva, sarà anche umana».

I centomila euro, destinati per altro a crescere, verranno usati tutti per le cure del ventiduenne. Che ha davanti duri mesi di riabilitazione. «Gli aprirò subito un libretto – prosegue il padre – e useremo quei soldi per tutte le cure che gli serviranno. Ce la farà: stamani (ieri per chi legge ndr) l’ho visto lucido, concentrato sui suoi obiettivi e desideroso di ritornare in canoa. Gli stessi psicologi sono rimasti stupiti, mi hanno detto: “Tuo figlio sa molto chiaramente dove vuole arrivare, sta a voi ora tracciargli la strada”. È ciò che farò: recupererà, tornare a fare sport, poi insegnerà canoa ai suoi allievi e si laureerà in scienze motorie».

Christian, soprannominato dai suoi amici “Il Puro”, non ha intenzione di mollare. Sta meglio ed è stato trasferito in ortopedia. E chiunque lo voglia aiutare può farlo con la sottoscrizione di Gonfund.me all’indirizzo: https://www.gofundme.com/f/raccolta-fondi-per-chri.
 

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