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Asa: investiti 26 milioni anche nell’anno del Covid «Accantoniamo gli utili»
LIVORNO. «Anche in un anno costellato da grandi difficoltà», l’Asa ha investito sul territorio, nel servizio idrico integrato e nella distribuzione gas, qualcosa come 26 milioni di euro («nel 2019 gli investimenti erano stati pari a 24,7 milioni di euro)». Lo ha detto il consigliere delegato dell’ex municipalizzata livornese Alessandro Fino a margine della assemblea dei soci.
È stata proprio l’assemblea dei soci a dare semaforo verde al consiglio di gestione che aveva proposto di accantonare a riserva l’utile netto di esercizio (4,2 milioni di euro nel 2020, con un aumento del 71% a paragone dell’anno precedente). Pochi giorni fa era stato il consiglio di sorveglianza a dire sì al bilancio 2020 del gruppo Asa: margine operativo lordo (mol) a quota 24,7 milioni di euro con una crescita del 10,9% rispetto al 2019; risultato operativo (Ebit) a 6,7 milioni di euro con un incremento del 40,1% rispetto al 2019; utile netto pari a 4,3 milioni di euro (più 59,5% rispetto al 2019)
Il presidente Stefano Taddia tiene a sottolineare che nel 2020 «nonostante la pandemia l’azienda è riuscita a crescere e a garantire il servizio, nel pieno rispetto della sicurezza di tutti i dipendenti».
Non è tutto: ha costruito il percorso che ha portato alla «adozione di un nuovo piano degli investimenti in crescita di 50 milioni di euro, che si sono aggiunti ai circa 200 milioni già previsti». A ciò si aggiunga la svolta nell’organizzazione e nella digitalizzazione che il prossimo anno si concluderà con l’introduzione di un nuovo sistema informatico per la gestione di impianti e reti.
Il consigliere delegato Valter Cammelli segnala che «sono state raggruppate le due linee acquedotto e depurazione/fognatura per area territoriale, con accentramento delle responsabilità delle funzioni reti ed impianti».
L’ex municipalizzata livornese rivendica di aver tenuto «alta l’ attenzione ai temi della sostenibilità ed all’uso efficiente delle risorse». Ad esempio, nei dodici mesi dello scorso anno si è continuata l’installazione di nuove fontanelle di distribuzione di acqua di alta qualità: a questo punto sono arrivate a quota 56 in tutto il territorio gestito. Quanto alla qualità dell’acqua, a fine 2020 è partito un piano nel segno di un sistema integrato di prevenzione e controllo basato sull’analisi di rischio («esteso anche all’intera filiera idro-potabile») che viene presentato come «un passo fondamentale per rafforzare il controllo della qualità delle acque a tutela della salute umana». È un settore sul quale sono previsti interventi per 600mila euro. —
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