Il Tirreno

Livorno

la commemorazione 

172 anni fa la Resistenza di Livorno agli austriaci

Roberto Riu
172 anni fa la Resistenza di Livorno agli austriaci

Davanti a Porta San Marco la rievocazione delle giornate del 10 e 11 maggio «Siamo stati l’unica città insorta con una guida affidata al popolo»

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Roberto Riu

LIVORNO. Centosettandue anni fa, il 10 e l'11 maggio 1849, la nostra città, unica in Toscana, si opponeva coraggiosamente all'ingresso delle truppe austriache venute a restaure con la forza delle armi il potere lorenese.

A cura del “Comitato livornese per la promozione dei valori risorgimentali” quella importante pagina della nostra storia è stata rievocata ieri mattina alla Porta San Marco, luogo simbolo di quell'episodio, mediante l'apposizione di una corona alle due grandi lapidi marmoree recanti i nomi dei caduti livornesi ed il saluto reso con il “Silenzio fuori ordinanza” eseguito da un trombettiere della Marina Militare.

In ossequio alle norme sul Covid la cerimonia, a cui hanno presenziato le massime autorità civili, militari e religiose di Livorno, si è perciò svolta in forma estremamente sobria.

A differenza degli anni scorsi non era perciò previsto alcun corteo, né la presenza di delegazioni di altre città risorgimentali e l'unica rappresentanza a livello scolastico era costituita dagli alunni della 5/a C delle vicine scuole Micheli.

La rievocazione è poi proseguita a Palazzo Civico, nell'aula consiliare, con l'intervento del sindaco Luca Salvetti: «Livorno è stata l'unica città che è insorta con una guida affidata al popolo, nel vero senso della parola. Lavoratori e lavoratrici che in quei due giorni hanno difeso la città e lo hanno fatto con un piglio straordinario. A quei valori ed a quei riferimenti ci piace agganciarci perché rappresentano, secondo me, l'essenza vera di Livorno rispetto ad altre situazioni».

Sono seguiti quindi gli interventi di Cecilia Gambacciani, presidente del Comitato livornese per la promozione dei valori risorgimentali, Francesca Capanna, che ha letto il Regio Decreto del 1906 con la motivazione per il conferimento a Livorno della medaglia d'oro, e di Fabio Bertini che ha ricordato i presupposti ed i partecipanti a quelle due giornate di centosettandue anni fa.

«Questa celebrazione – spiega Marzino Macchi, uno dei fondatori del Comitato Livornese Risorgimentale – è la ventesima, in continuità, che il Comitato organizza dalla sua fondazione. Le prime edizioni si svolsero in concorso con le allora esistenti Circoscrizioni 1 e 2 del Comune di Livorno, successivamente siamo riusciti a coinvolgere lo Stato Maggiore dell’Esercito per avere il supporto delle istituzioni militari ai fini del riconoscimento del valore storico della “resistenza” di Livorno alla restaurazione imposta con le baionette (e i cannoni) asburgici».

Racconta ancora Marchi: «Il risultato più importante che riteniamo di aver raggiunto in questi venti anni, è l’aver rovesciato quella retorica antipopolare e conservatrice che aveva relegato la nostra Resistenza, unica battaglia risorgimentale in Toscana, al simpatico stereotipo di una città ribelle, tutto sommato insofferente dell’ordine costituito e un po’ scapestrata, ma alla fin fine brava gente. Una retorica dileggiante, consolidata nel tempo e che ha imperato fino a non molto tempo fa. Fino a quando, grazie alla tenace e costante attività del Comitato e degli studiosi coinvolti, a tanti cultori, autoctoni e non, della nostra storia, attraverso ricerche, studi, conferenze e convegni anche di livello internazionale, siamo giunti a una rilettura che ha portato a scoprire che i livornesi non sono stati la faccia ribelle della sommossa, non sono stati semplici rivoltosi e improvvisatori».



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